Uccise dal talento: dodici coraggiose artiste raccontate in un libro

 

Uccise dal talento è un libro uscito l’8 marzo, in occasione della Festa delle donne, che narra la tragica storia di dodici donne dello spettacolo, ribellatesi a loro modo a una società maschilista e all’oggettivazione sessuale.

Autrici e contributi

Le autrici di Uccise dal talento, per i tipi Porto Seguro, sono Paola Dei. psicologa dell’arte ed esperta
di cinema e teatro, e Alma Daddario, giornalista e autrice teatrale. La prefazione del libro è di Nicola Borrelli, DG della Direzione generale Cinema e audiovisivo del MIBAC, mentre l’introduzione è di Rosella Tomassoni, docente di psicologia all’Università di Cassino.  Il libro è arricchito inoltre da una presentazione di Paola Tassone, ideatrice e direttrice artistica del Festival TSN e del Premio Sorriso Diverso al Festival di Venezia, oltre che da un’intervista ad Antonio Prata, direttore del Festival di Diritti Umani di Lugano.

Book Launch

Uccise dal talento è stato presentato nella stessa giornata dell’8 marzo prima a Montecatini poi a Roma. A fare da moderatrice dell’evento è stata Paola Tassone, che ha accompagnato la doppia presentazione svoltasi nel pomeriggio nell’ambito del progetto Identità Italiane: Storie e Memorie della ComunitàLe donne e il cinema, organizzato dal Montecatini Short Film Festival (MISFF), diretto da Marcello Zeppi,
spostandosi poi a Roma negli studi di Radio Poetanza, diretta da Fabio Sebastiani. Alla presentazione del MISFF hanno presenziato, oltre al direttore del Festival, anche esponenti del mondo culturale e amministrativo locale, fra cui Rubina Baldecchi, coordinatrice del comitato Pari Opportunità del Comune di Montecatini, Faustina Tori, storica giornalista de La Nazione, Laura Villani, architetto, Laura Andreini, artista, Francesco Musto, regista, Armando Lostaglio fondatore del Club De Sica. Paola Dei ha evidenziato nel suo intervento di presentazione del testo, quanto sia importante di occuparsi di queste tematiche per dare voce alla sofferenza e agli ultimi.

Uccise dal talento

Il libro

Il testo, scevro da stereotipi e pruderie, mette a confronto una drammaturga e una psico/critica per raccontare la storia di dodici donne, dodici artiste, soprattutto dodici persone dotate di un talento fuori dal comune, che hanno lottato con determinazione per affermarsi in ambiti difficili, a volte ostili, ambiti in cui tutti gli aspetti gestionali e decisionali erano prerogativa maschile. Queste artiste sono state osteggiate, anche sfruttate dalle rispettive famiglie, che non hanno esitato a spingerle precocemente verso una ribalta che le avrebbe private per sempre del diritto di vivere un’infanzia serena.

Uccise dal talento

Judy Garland

Così è stato per Judy Garland, che proprio durante la lavorazione del Mago di Oz, fu imbottita di anfetamine e sottoposta a diete che ne avrebbero minato per sempre la vita.

Uccise dal talento
Bradford Timeline 22nd June 1969 – Death of Judy Garland, licensed under CC BY 2.0
Natalie Wood

Così è stato per Natalie Wood, la cui misteriosa fine è a tutt’oggi un “cold case”.

Uccise dal talento
Natalie Wood and James Dean, licensed under CC BY 2.0
Frances Farmer

Ma così è stato anche per Frances Farmer, sottoposta a lobotomia, nel tentativo di addomesticarne la natura anarchica e l’intelligenza.

Uccise dal talento
Frances Farmer 1943 arrest, licensed under CC BY 2.0
Veronica Lake, Vivien Leigh, Anna Maria Pierangeli, Linda Lovelace e Laura Antonelli

E ancora Veronica Lake, la bellissima e straordinaria interprete di Via col vento, Vivien Leigh, l’appassionata e ingenua Anna Maria Pierangeli, unico grande amore di James Dean, la candida e scandalosa Linda Lovelace, la sfortunata Laura Antonelli, obbligata a sottoporsi a interventi di ringiovanimento per conservare l’immagine dell’eterna giovane.

Uccise dal talento
Veronica Lake in “I Married a Witch” (1942), licensed under CC BY 2.0
Maria Callas, Lupe Velez, Dorothy Dandridge ed Edith Piaf

La carismatica, magnetica e ingenua Maria Callas con i suoi amori sbagliati, l’irruenta e ribelle Lupe
Velez, la venere nera Dorothy Dandridge, prima attrice afroamericana ad avere la nomination, a un passo dall’Oscar che le fu negato, ed Edith Piaf, passerotto dalla voce potente che ne sovrastava il corpo, la voce dell’anima. Tutte grandi artiste, accomunate da una capacità creativa spesso obbligata a uniformarsi a modelli cui la loro vera indole non corrispondeva, una capacità che reclamava fortemente una propria ragione d’essere, libera da imposizioni e dictat mediatici.

Uccise dal talento
Lupe Velez, licensed under CC BY 2.0
Mimose virtuali e tanti eventi per celebrare, attraverso Uccise dal talento, l’universo femminile anche in questo 2021
caratterizzato dalla pandemia. Percorsi per appropriarsi della felicità anche per mezzo di libri e rendersi conto, attraverso questi eventi, quanto l’emancipazione femminile sia stata e sia ancora un percorso arduo ma ricco di sogni, speranze, desideri.

Immagine in evidenza: Judy Garland (c. 1979) – Andy Warhol ( 1928 -1987), Belem, Berardo Collection, Centro Cultural de Belem, Lisbon, Portugal. Olio su tela. Fotografia di Pedro Ribeiro Simões, licensed under CC BY 2.0.

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