A mente sgombra

Conferenza Stampa pre-partita di Spalletti / Bologna – Roma

E’ un Luciano Spalletti a tinte cupe quello che troviamo dopo la recente eliminazione dalla Coppa Italia, deluso e dolorante, ma non per questo meno lucido e realista.

“c’è il dispiacere, l’insidia che possa diventare una sconfitta difficile quella del non aver passato il turno. Ci siamo detti che bisogna essere più professionali nel modo di lavorare. Bisogna rafforzare il concetto del “sottopalla”, del contrasto vinto”

Allenatore di una squadra ferita ma ben lontana dall’arrendersi, ha subito puntato i riflettori sulla reazione che si aspetta, a partire dal match di domani (ore 15:00) al Dall’Ara di Bologna. Senza però mai  sottovalutare un avversario ricco di individualità (ed ex) come gli Emiliani.

“Per la classifica che hanno e altre componenti possono giocare senza tensione per il risultato della partita. Hanno giocatori tipo Di Francesco, Destro e molti ex che vogliono mettersi in evidenza. Una partita delicata e insidiosa. Dobbiamo essere fortissimi.”

Passando oltre le polemiche ambientali sull’eccessivo utilizzo degli stessi interpreti e sull’utilizzo di Francesco Totti.

“Nelle mie competenze ho anche la possibilità di cambiare uno a 10 minuti dalla fine. Vado con coerenza come ho sempre detto. Non voglio gestire la sua storia ma il calciatore.”

Si è soffermato più volte sull’adeguatezza del gruppo per gli impegni affrontati e sulla presa di responsabilità necessaria a seguito di sconfitte (seppur episodiche) come quelle con Lione e Lazio, che hanno portato alle recenti eliminazioni da Europa League e Coppa Italia.

“Chiaramente la linea di demarcazione si fa dopo queste 8 partite. Per il momento io sono dispiaciuto per quello che si diceva prima, ma soddisfatto in generale di quello che è il modo di venire al campo, di ragionare di calcio e di proporre spettacolo a quello che è un movimento di tifosi importante come il nostro. Se si vanno a vedere i numeri complessivi, poi si trova riscontro. “

Uno Spalletti determinato in definitiva, che seppur ferito, manda un messaggio più che importante alla piazza, mente sgombra ed occhi al futuro. La stagione, ben lungi dall’essere conclusa, rappresenta per il mister l’ultimo, ma non meno importante, stimolo rimasto alla squadra

“Ora c’è un altro traguardo che è il più importante, la classifica del campionato. In quel momento la cosa più importante è caricare quella situazione. Poi c’è un altro momento più importante, che è ora, caricare questa situazione. Il campionato è fatto di momenti.”

E sembra essere proprio questo, lo spirito con cui si affronterà il finale di stagione, guardare avanti, consci delle difficoltà e delle pesanti differenze con una squadra come la Juventus,

“Per avere un ruolo importante  non è che tu possa dire ‘avete tutti le visioni’. In realtà è che bisogna parlare chiaro ai tifosi, bisogna istruire che c’è bisogno di un lavoro, di un programma per riuscire a contendere i titoli alla Juve. Loro hanno un vantaggio sotto questo aspetto. Noi dobbiamo essere bravi a programmare e a diminuire sempre questo vantaggio”

ma pur sempre forti di un organico ed una realtà in continua crescita ed evoluzione.

Semplice ma efficace ciò che traspare dalle parole del Mister, la Roma c’è e dovrà esserci in questo delicato finale di stagione, già forte, ma con ampi margini di crescita. Il futuro? Discorsi su ciò che sarà, a quanto pare, rimandati tutti a fine Campionato.

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