Alla scoperta di un Popolo sorprendente, I Dogon

I Dogon sono una popolazione che conta meno di 800.000 abitanti.

Vivono nella regione della pianura centrale del Mali, vicino alla città di Bandiagara nella regione di Mopti.

La straordinarietà di questo popolo ce la raccontò per la prima volta Marcel Griaule, un famoso antropologo francese che visse tra di loro per circa 20 anni riuscendo così a trascrivere e imparare la cosmologia dei Dogon.

 Uno spiritualismo magico…

È proprio la loro conoscenza sulla cosmologia che ci lascia senza parole, perché secondo molti studi questo popolo sarebbe stato a conoscenza, ancor prima che venisse scoperta, che la stella Sirio ha una stella compagna, nota oggi come Sirio B

I Dogon sono, infatti, Animisti e hanno un lifestyle veramente sorprendente, alla cui base c’è una religiosità ricca e complessa.

Benimato, foto di Huges.
usato con la licenza di Creative Commons https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode.

La vita di queste persone  è, pertanto, sorretta dalla fede e dalle credenze che plasmano la loro quotidianità.

A tal proposito,i Dogon sono divisi in gruppi familiari, ognuno responsabile delle diverse sfere della vita: la società Awa, per esempio,è responsabile delle funzioni spirituali riguardanti la morte e il periodo di lutto; i Lebe, invece, sono responsabili degli spiriti agricoli.

La loro spiritualità poi la troviamo in molte manifestazioni artistiche quali : sculture, maschere rituali, porte e finestre in legno intagliato, strumenti musicali e danze cerimoniali.

Dogon Country, foto di Treeaid. Utilizzato con la Licenza di Creative Commons https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode.

Le loro maschere sono delle vere e proprie opere d’arte, che sono utilizzate in varie cerimonie e rituali. Queste maschere sono conosciute come Inima e si pensa contengano una forza vitale, conosciuta come nyama. La loro lavorazione è straordinaria e impreziosita,dai cangianti colori delle tonalità rosso, nero, bianco e diverse varietà di marrone.

Pays Dogon – Wikimedia Commons.

Anche i loro villaggi sono delle vere opere d’arte, costruiti tra blocchi di arenaria e cavità naturali, sono formati da piccole capanne affiancate da granai coperti da un tettuccio conico in paglia, e presentano alcuni edifici di uso comunitario come la ghinna, la casa del patriarca custode del culto degli antenati – o le capanne mestruali, dove le donne si isolano periodicamente.

La loro unicità dunque si potrebbe semplicemente descrivere come magica e affascinante.

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