Bagliori di guerra: Una pièce teatrale su due artiste di varietà durante la Seconda Guerra Mondiale

Bagliori di guerra: quando la nostra mente è al buio siamo costretti ad attraversare il dolore, il sangue, le lacrime, la perdita, la disperazione: è guerra su tutti i fronti. Proprio in quel momento, però, possiamo capire, imparare, cambiare… sta a noi schierarsi con la morte o con la vita.

Bagliori di guerra fa riflettere lo spettatore sull’interrogativo se si può ritrovare una piccola scintilla di speranza e di vita anche nei momenti più bui, quando il mondo parla di distruzione e conflitti.  La risposta è positiva, se la prospettiva è quella di Geppina e di Mimì (Bianca Maria Castelli e Paola Scotto di Tella), due esuberanti artiste che mettono in scena il loro spettacolo “di varietà” negli anni della seconda guerra Mondiale… e tra difficoltà, screzi, prove di canzoni e balletti, cercano di tirare avanti affrontando gli orrori della guerra e della fame ormai divenuta insopportabile… tutto, però, con il sorriso sulle labbra e con un filo di speranza, sempre presente in scena.

Niente di più attuale e amaramente vero di Bagliori di guerra, scritto e diretto da Bianca Maria Castelli, che insieme a Paola Scotto di Tella in scena è accompagnata dalle musiche di Claudio Bevilacqua, Enrico Mossena e Roberto Capaci, che fanno da sottofondo durante il percorso di Geppina e Mimì, creando una sorta di fil ruoge, di cassa di risonaza capace di evidenziare le parti più salienti dello spettacolo.

Bagliori di guerra

Tra gli oggetti di scena spicca una valigia, elemento simbolico più che reale, capace di contenere al suo interno sogni, speranze, fughe e delusioni delle due attrici. La valigia, infatti, elemento scenografico presente per tutta la durata dello spettacolo racchiude, non solo i loro oggetti e indumenti, ma ci parla del difficile percorso esistenziale ed emotivo di chi vive un conflitto sulla propria pelle.

Con Bagliori di guerra le interpreti riescono a dosare in modo armonioso e in poco più di 60 minuti momenti drammatici e brillanti, ci raccontano la guerra e la devastazione anzitutto come conflitto e divisione tra esseri umani, tra fratelli, tra vicini, tra marito e moglie.

Il racconto del conflitto, che è scandito in quadri, ha infatti inizio con La Moglie Ebrea, tratto da Terrore e miseria nel terzo Reich, scritto da Bertold Brecht in esilio, lontano dal suo Paese sull’orlo della catastrofe della guerra. Judith, una donna di religione ebraica appartenente alla borghesia tedesca, medita di trasferirsi ad Amsterdam per non essere d’intralcio alla carriera del marito, perché ha capito che prima o poi, molto presto, suo marito le chiederà di andarsene. Prepara la sua valigia tra rabbia dolore, rassegnazione e disperazione.

Anche Tania, nel secondo quadro, più avanti nel tempo (siamo nel 1993), è una moglie distrutta dal dolore: croata e sposata a un serbo, vive nel terrore che chi le vive accanto possa ucciderla e trucidarla.

 

Bagliori di guerra, un lavoro intimo e profondo, segue quindi un filo storico le cui fonti sono sempre cronache e reportage, cercando di evidenziare non soltanto gli aspetti contingenti e più visibili dei conflitti (distruzione, fame e morte), ma anche l’aspetto psicologico di chi sopravvive a un trauma che segna nel profondo e che rifiuta, a suo modo, di riconoscerlo a se stesso.

Lo spettacolo parla di cronaca, quindi, ma anche della psicologia e della difficile storia di chi resta e deve affrontare un futuro ostico e pieno di ostacoli.

Non manca, poi, il riferimento all’attualità: dopo una toccante lettura a due voci (Bianca Maria Castelli e Paola Scotto di Tella), ispirata a una ballata di Bob Dylan, che richiama alla memoria il tragico 11 settembre e che ci racconta soprattutto l’ottusità di una mentalità bigotta e di un patriottismo “forzato”, lo spettacolo volge verso la fine ricordando l’orrore un conflitto più vicino a noi, quello russo-ucraino.

Le due attrici in scena, accompagnate dai tre bravi musicisti, sanno raccontarci alcune tra le pagine più drammatiche della nostra storia, alternando, con ritmo e senza strappi, dolore, malinconia, ironia e attimi di allegria e di brio. A coronare l’atmosfera di questo riuscitissimo lavoro, intenso e a tratti commovente, si aggiungono i quadri di scena dell’artista Paola Alviano Glaviano.

Bagliori di guerra
Salvami di Paola Alviano Glaviano
Tra prove, momenti di pausa, piccoli screzi, canzoni e monologhi drammatici, arriviamo al termine dello spettacolo con un inno alla vita, toccante e liberatorio, a volerci ricordare che anche nei momenti più drammatici si può e si deve trovare quello spiraglio di luce e speranza capace di illuminare il buio e la disperazione.

 

BAGLIORI DI GUERRA – SCHEDA TECNICA

testo e regia di Bianca Maria Castelli

con Bianca Maria Castelli e Paola Scotto di Tella

musiche di Claudio Bevilacqua, Roberto Capacci ed Enrico Mossena 

quadri di scena di Paola Alviano Glaviano

ufficio stampa Sarah Mataloni

PROGRAMMAZIONE

Sala Lysistrata (Teatro Antigone) – via Amerigo Vespucci 42 – dal 10 al 13 marzo (10-11-12 ore 21, dom. 13 ore 17:00) – info e prenotazione: 3895299672

Centro Culturale Artemia – via Amilcare Cucchini 38 – dal 18 al 20 marzo (18-19 ore 21, dom. 20 ore 18) info e prenotazione: 3341598407

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