BARBE BLUES. UN TUFELLO IN SALSA NEW ORLEANS

 Quando New Orleans entrò a Roma per una notte.

È sera tardi, sono sfinito e vengo da un corso di aggiornamento che non descriverei come brutto, direi piuttosto che se ci scrivessi una recensione onesta, sarei passabile di denuncia. Ma… ed è un grosso ma… devo scrivere un articolo per Story Telling e forse persino capire cosa sia compreso in questa categoria. Ebbene tutti sappiamo che ogni storia da raccontare può partire da uno di questi 3 elementi: una rissa, una birra o una donna. Ed ecco il familiare tintinnio della notifica Facebook. Un mio ex insegnante di pugilato, e giusto giusto attuale campione europeo dei pesi medi, che suggerisce un evento nella mia zona organizzato da tale “Testesposto Barberia” e che viene presentato come: “una serata all’insegna di musica blues live, distillati, esposizioni di quadri e… taglio di barba e capelli “

Non so che droga sia, ma non deve essere cattiva.

TUFELLO (Roma), Cartolina fotografica lucida in b/n a quattro immagini viaggiata nel 1955, Ediz. F.lli Vannozzi – Tab. – Profum. Via Isole Curzolane 16/16A, stampata da Alterocca Terni. Foto da asta pubblica .

Vedere la miglio gioventù del Tufello unirsi a quella degli hipster di Monti per bere, cantare e radersi assieme è una esperienza quasi religiosa, che solo Roma ti può regalare. Qui ho potuto ascoltare perle meravigliose scambiate tra universitari e tatuatori come:
<<È anche colpa delle serie tv, se si fanno meno figli>> e ancora non saprei dire chi dei due è più probabile che l’abbia pronunciata. Esco da quella serata con tre cose: un taglio mai immaginato prima con uno stile dandy dei salotti nobiliari sabaudi, una quantità di assenzio degna di un poeta decadentista, ed il numero di Paolo, il responsabile della serata.

L’ho incontrato 2 giorni dopo per un’intervista e questo è il riassunto di quel che ci siamo detti:

CIAO PAOLO, IO ERO VENUTO PER RACCONTARE LA SERATA, MA HO DIVERSI VUOTI. POTRESTI FARE ANCHE IL MIO LAVORO?
Che uomo fortunato che sono. Barbe Blues è stata una serata organizzata da Testeaposto Barberia per festeggiare la nascita della seconda bottega. Siamo sempre stati presenti in eventi, anche di spicco, del campo, come il primo “Contest Nazionale Barba & Capelli” (lo conosciamo tutti benissimo. Ndr.) al Vinile. Ha avuto anche abbastanza riscontro mediatico, Messaggero, Repubblica, e… beh… per quanto possa essere interessante anche Studio Aperto ne ha fatto un breve servizio. Ma noi oltre a questo, abbiamo sempre cercato di partecipare e coinvolgere realtà artistiche molto diverse, in serate fuori dagli schemi.

LA PRIMA COSA CHE MI HAI DETTO È STATA: “NOI NON SIAMO UN BARBER SHOP”.
E ne abbiamo fatto una scelta precisa; volevamo una qualità eccelsa con un target maschile ma distinguendoci da certe scelte di mercato da cui ci siamo sentiti, man mano, sempre più distanti. Noi non facciamo “team work”, facciamo lavoro di gruppo. Niente maschere con i cetrioli sugli occhi, non si parlerà di manicure e rughe ma di cultura, sport e donne (non proprio le parole esatte. Ndr). I ragazzi sono in continuo aggiornamento, seguono sempre conferenze e corsi su nuove tecniche di taglio e di cura, e c’è anche un discorso di grande scambio con altre botteghe note ed eccellenze fuori dell’Italia, eppure rimane fortissima la voglia di restare radicati nel nostro territorio. Abbiamo inaugurato qui questa seconda bottega ma nasciamo 4 anni e mezzo fa, rilevando un’attività nata negli anni 60 proprio con la nascita del Quartiere Nuovo Salario. Quello che abbiamo trovato era un parrucchiere per uomo dove c’era pochissima differenza e quasi nessuna scelta.

MI RICORDO CHE HO AVUTO SEMPRE L’IMPRESSIONE CHE IL PARRUCCHIERE PER UOMO FOSSE UN PARRUCCHIERE PER DONNA, MA MENO.
Sì, esatto! Se quello femminile poteva esprimere creatività e carattere, il mercato maschile era di secondo grado, rilegato a capelli composti e più o meno lunghi. Abbiamo scelto di puntare sulla barberia, ansi una barberia italiana. Perché non c’è niente di più nostrano; il barbiere del nostro immaginario collettivo, con le poltroncine, i lavaggi ecc. nasce in Sicilia. Noi volevamo rivitalizzare un’idea di orgoglio mediterraneo.
Tutto senza scadere in certe esasperazioni, riallacciandoci al discorso sugli hipster che facevamo l’altra sera.

New Orleans Owls (jazz band) at Chess, Checkers and Whist Club, formerly Cosmopolitan Hotel.

AHAHAH! ABBI PAZIENZA, MA IO ENTRO E VEDO TUTTO UN AMBIENTE CHE NON È QUELLO SOLITO DEL TUFELLO.

Questo è vero. C’erano tantissime persone, molto diverse, come ad ogni evento culturale. Negli ultimi anni, nel quartiere, sono bruciati diversi locali, altri sono diventati cinesi o sale giochi; la nostra è una sfida a tutto questo, è un segnale che la zona non ha alcun voglia di abbandonarsi al declino e che c’è assolutamente spazio per un prodotto di eccellenza anche qui. Questo non significa portare uno stile che non ci appartiene, ma è chiaro che ad un evento aperto venga chiunque.

TUTTI QUEI BAFFI A MANUBRIO…
Il trend è quello, ma la realtà del nostro quotidiano è ben diversa, abbiamo scelto di riportare la berberia di qualità in un luogo popolare. C’è una differenza sostanziale tra popolare e mainstream; è ricercatezza, sì, ma come la farebbero i barbieri siciliani di una volta, oggi. Un luogo, per uomini, “masculo”, dove estetica non significa snob e raffinatezza non è moda.

È UN UOMO CHE SI CURA, MA CHE NON HA BISOGNO DI DEPILARSI IL CULO. POSSO TRADURLO COSÌ?
Sì. È assolutamente così. Se un giorno dovessimo aprire un barbiere a Parioli, e ti assicuro che non succederà, dovremo adattarci un po’ ad alcune necessità che richiede quella zona, senza però rinnegare la nostra natura.

NON VI COPRIRESTE I TATUAGGI.
No, no, no. Sono parte del nostro essere quanto lo è la qualità. Questa è riconosciuta dai vari campionati e dai riconoscimenti ottenuti, dagli attestati che sono i più importanti del settore, ma non è “spiattellata” nella comunicazione: è vissuta nei prodotti e nell’offerta. La manodopera consente questo: il risultato finale è visibile immediatamente, per cui il prezzo è dato dalla sostanza, non dalla forma. Per questo possiamo permetterci di restare ancorati ai nostri quartieri. È difficile comunicarlo questo. Il solo modo per mostrarlo è esserlo. Quando hai avuto modo di parlare con Daniele (uno dei due fratelli barbieri ndr.) avrai notato immediatamente quanto siano genuini. Il mio lavoro è stato cercato di raccontarlo e farlo arrivare.

DA QUI QUESTO GENERE DI EVENTI
Sì, io studiavo comunicazione e lavoravo nel bar di fianco a loro, sai, i tipici lavori per pagarsi gli studi, e mi sono proposto di disegnargli il logo. Da lì, dopo la laurea, ho cominciato a lavorare a 360 gradi sulla loro comunicazione, dai social agli eventi culturali.

IO HO SCOPERTO LA VOSTRA SERATA PERCHÉ UN NOTO PUGILE DELLA ZONA LO HA CONDIVISO E MI SONO CHIESTO COSA C’ENTRASSERO LE BARBE CON LA BOXE ED IL BLOUSE. NON HO ANCORA TROVATO LA RISPOSTA, MI AIUTI?
Emanuele Blandamura (sorridiamo insieme Ndr.) è un nostro carissimo amico che abita vicino alla prima barberia. Abbiamo ripreso da poco ad organizzare eventi. Fino a circa un anno fa avevamo realizzato o partecipato a molteplici performance. Ma negli ultimi tempi, in zona si erano un po’ spenti gli eventi, e, dopo aver chiarito meglio l’idea che volevamo esprimere, abbiamo approfittato dell’inaugurazione del nuovo locale. Non è pubblicità, ma la voglia di esprimere creatività, di mettere insieme talenti ed organizzare un qualcosa di unico in un ambiente che di solito non ne vede di occasioni così.

ANCHE SOLO IL DIVERTIMENTO E LA GIOIA SONO UNA FORMA DI COMUNICAZIONE.
FACCIAMO ORDINE, ABBIAMO: UN LOCALE CHE FA DISTILLATI E BIRRE ARTIGIANALI, MUSICA JAZZ E BLUES DAL VIVO, QUADRI POP… SEMBRA IL CLASSICO VERNISSAGE, POI GIRI LA SALA E VEDI DEI RAGAZZONI CHE RIDONO, SCHERZANO ED INTANTO TAGLIANO BARBE E CAPELLI GRATIS A TUTTI QUELLI IN FILA. COS’È SUCCESSO?
“Sono finito a Corso Trieste” Ahahah No, ma quasi. Ci tenevamo a rimettere in moto questa macchina faticosa ma bellissima. L’art Expo è stato a cura di Alessio vitelli è un artista romano che si avvicina al pop, con influenze, credo, dagli anni ’80, nel mentre si sono esibiti Claudio Maffei e Mario Donatone, all’interno della cornice del Barrique 61. Ma la nostra scelta di mettere musica Blues non è dettata al fatto che “fa figo”, ma che… ca**o ci piace davvero. I locali di New Orleans sono zozzi, sono belli vissuti, capito? Sono rudi… Sono veri.

“Bird’s-eye View of New Orleans, Louisiana”. Early 20th century postcard view. None credited. – Postcard published by B. Mason, New Orleans

NON È MUSICA PER SNOB, NASCE DALLE STRADE ED HA LI’ IL SUO CUORE.
Appunto, vedi questi omoni, con le barbe enormi, co ste voci graffianti. Belli. Abbiamo evitato cocktail “da fighetta”. Noi ci abbiamo messo tutto il nostro mondo e tutto il nostro cuore. Alessio, che è un amico che ci ha curato la grafica della locandina, va fortissimo in Giappone e ha fato anche un’illustrazione per Toyota. Un vero artista emergente. Claudio e Mario si sono riuniti per la serata, ma sono due bravissimi artisti solisti che suonano al Big Mama, principalmente Blues e Progressive Rock. E sono due musicisti più che collaudati.

IO PIÙ DI TUTTO HO APPREZZATO UNA COSA: SI SENTIVA UN GRANDE SENTIMENTO D’AMORE. SAI, HIPSTER, COATTI, ARTISTI, ARTIGIANI, VANITOSI, UBRIACHI… ERANO… CONTENTI. ERANO TUTTI CONTENTI  E NON È UNA COSA DA POCO. C’È UN’IMMENSA DIGNITÀ NEL ARTE, POPOLARE SÌ, MA DI ALTISSIMO LIVELLO. NON È IL RAGAZZINO CON UNA BOMBOLETTA CHE FA UNA TAG, MA OLTRE AL CUORE, C’È TALENTO E TANTO IMPEGNO DIETRO LA VOGLIA DI PROPORRE SERATE COSÌ.
Totalmente. Ti dico di più, la serata è stata supportata da HB PRODUCTION, che è uno studio di grafica e comunicazione. E loro sono i vecchi HB che si vedono su tutta Roma. Erano artisti che realizzavano graffiti con una vera passione ed adesso, con la maturità, hanno aperto questa agenzia di comunicazione che va fortissimo.  Loro hanno dato vita a tantissimi eventi Underground.

UNDERGROUND VUOL DIRE ANCHE ALTA QUALITÀ ?
Assolutamente sì, la loro bravura è nella capacità di portare all’attenzione un qualcosa di marginale, non capito, valorizzandone la qualità. Il risultato di una serata ben riuscita è sicuramente merito anche del loro contributo.

RICORDIAMO UNA COSA IMPORTANTE: GLI ARTISTI NON MANGIANO VISIBILITÀ. VANNO PAGATI.
È fondamentale. Per noi c’è un discorso per noi che è di profondo scambio, da portare avanti in varie occasioni, e questo è impossibile se non ci si può guardare negli occhi alla pari.

SE CHIEDI A QUALCUNO DI LAVORARE GRATIS, GLI TOGLI DIGNITÀ. QUANTO TI FA CRESCERE UNA PERSONA CHE PER TE NON HA DIGNITÀ? VOI SPONSORIZZATE ARTISTI ED ATLETI QUANDO TUTTI ARRANCANO IN TEMPO DI CRISI. AVETE LA PROSPETTIVA DI ESPANDERVI ?
Se mi parli della possibilità di vedere altri negozi in Italia o anche a Roma: assolutamente no. Siamo arrivati a 2 e forse sono anche troppi. Non solo perché sono 2 i fratelli. Il discorso è che ci teniamo davvero tantissimo a quel che diciamo, perché amiamo quel siamo. Parliamo di bottega, di barberia, e quindi non vogliamo gestire un franchising, non vogliamo aprire una catena. Siamo botteghe di  quartiere. Ci sono molti barbershop che cavalcano quest’onda e stanno aprendo anche 7-8 negozi, persino fuori città. Adesso, io non dico se è giusto o sbagliato. Noi non vogliamo dare un’idea di costruito, studiato anche su come parlare al cliente, tutti uguali, con gli stessi tagli ovunque.

PUNTATE TUTTO SUL QUARTIERE ANCHE NEL CERCARE DI FAR CRESCERE ARTISTI ED ATLETI
Sì, non è marketing, è voler stare attenti a realtà che francamente a noi… piacciono. A noi piace il blues. Piace lo sport, amiamo la boxe, la seguiamo, Emanuele è un nostro amico e supportare Emanuele Blandamura, che è un campione assoluto a livello europeo, e tra poco, si spera, anche mondiale, così come tutti gli altri ragazzi, significa stare vicini a quel che ci piace, che ci appartiene e che viviamo.

INSOMMA NON SPONSORIZZERETE UNA DISCOTECA
No, no, no, no. Non è quello che ci interessa. Vogliamo solo trasmettere la passione di due fratelli che vivono in un quartiere popolare, ma che si sono riappropriati di questi spazi. Ce la stanno facendo grazie alla passione per un mestiere, direi, nobile e che nel frattempo costruiscono un qualcosa di più grande. E che è… figo.

NON COOL?
No, no. È FIGO.

 

P.s.: Ho avuto un tour guidato nella bottega dove mi ha descritto ogni foto, parlandomi dei 2 più noti barbieri di Rotterdam, che hanno conosciuto e da cui acquistano i prodotti. In ogni mobile e tubatura si sente profumo di artigianato. Nel frattempo mi ha raccontato diversi aneddoti sulla storia del mestiere. Sapete perché il palo rotante da barbiere è bianco e rosso fuori dai barbieri? Perché nel medioevo si eseguivano lì anche i salassi, e per segnalarlo, si appendeva una benda insanguinata al esterno. Facendo un po’ senso la cosa, è stata sostituita. Gli emigrati italiani negli USA hanno portato seco questa tradizione, che adattandosi al folclore yankee è diventato un, più patriottico, blu e rosso.

E perché il lunedì è giorno di riposo? Perché in Sicilia, gli uomini erano soliti farsi la barba con cura prima di andare a messa, il giorno dopo era quindi quello di chiusura.

E da lì è rimasto.

2 pensieri riguardo “BARBE BLUES. UN TUFELLO IN SALSA NEW ORLEANS

  • 4 marzo 2017 in 19:49
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    Interessante e sorprendente….
    Ho scoperto una realtà che non conoscevo ….

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    • 15 marzo 2017 in 17:22
      Permalink

      grazie a nome anche di Matteo. Buona serata

      Risposta

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