CCC: focus on gin

Protagonista del nostro approfondimento sui drink d’autore è questa settimana il gin, un distillato dalla storia antica quanto affascinante. Lasciamo ora la parola ai nostri bartenders, che ci mostreranno come utilizzare il gin per cocktail creativi e dissetanti.

Partiamo con un piccolo preambolo sulla composizione del gin, alcolico che si ottiene per ri-distillazione di un fermentato di mela, cereali o patate, in cui viene messo a macerare una miscela di erbe, radici e bacche. Questa miscela di botanicals deve sempre essere costituita per la sua maggior parte dai galbuli o coccole di ginepro, ingrediente cardine per caratterizzare gusto e profumo della bevanda.

gin

Interessante è la storia dell’alcolico, che affonda le sue radici proprio nel nostro Paese. È infatti presso la Scuola Medica Salernitana che, intorno all’anno 1000, si perfezionarono le tecniche di distillazione, ed è grazie a queste che alcuni monaci benedettini iniziarono, a scopo medico, ad aggiungere all’acqua vitae le bacche di ginepro. Così come i monaci avevano fatto proprie conoscenze alchemiche derivanti dal mondo arabo romano e greco, così il risultato della loro ricerca fu preso e perfezionato dagli olandesi, ideatori del Jenaver antenato ufficiale e diretto del gin. La prima ricetta ufficiale del Jenaver è del XVI, ma si ritiene che una bevanda simile fosse già in circolazione tra olandesi e fiamminghi dal XIV. È infine, con l’approdo del gin in Gran Bretagna alla fine del 1600, che inizia la sua produzione su larga scala e il consumo a scopo ludico. L’alcolico avrà una tale diffusione nella società britannica, in particolare tra le classi meno abbienti, e un tale impatto in negativo a livello sociale da portare il governo a promulgare una serie di leggi nella prima metà del 1700 con lo scopo di ridurne drasticamente il consumo.

Introduciamo ora il primo dei due cocktail del giorno, ossia la miscela di Giambattista Rizzi e Filippo Veneziani, proprietari e bartender del Southside Cocktail Bar di Monopoli nella provincia barese.

Il nome del drink è Ginger Hills, mentre il film a cui il bartender si ispira in questo caso è la pellicola di Tim Story I Fantastici 4. Il quattro è il numero ricorrente quando si parla di questa miscela, spiegano gli ideatori, perché, oltre a essere creato a quattro mani, il cocktail è composto da quattro ingredienti che, mischiati tra loro, formano una combinazione perfetta proprio come nel film. In questo caso i “fantastici 4” sono il VII Hills Italian Dry Gin, la radice di zenzero del King’s Ginger, limone e cetriolo. Quattro ingredienti freschi e decisi, limpidi ed eroici.

Vediamo come di consueto ricetta e preparazione iniziando dagli ingredienti:

  • 5 cl VII Hills Italian Dry Gin
  • 2 cl King’s Ginger
  • 2 cl succo di limone fresco
  • 1 cl sciroppo di cetriolo homemade

Quanto alla preparazione i due amici consigliano di versare in uno shaker tutti gli ingredienti, shakerare energicamente e filtrare il tutto in una coppetta cocktail, guarnendo con peel di limone e cetriolo fresco.

Passiamo ora al secondo e ultimo drink, la creazione di Giulia Castellucci, bar manager e co-proprietaria di Co.So. di Roma. Il cocktail si chiama Milano Da Bere ed è ispirato al film di Renato Di Maria Lo Spietato.

La miscela rappresenta un omaggio agli anni Ottanta e in particolare modo alla “Milano da bere”, caratterizzata dalla percezione di competizione arrivista dei ceti sociali emergenti. Il protagonista del film Lo Spietato, è Santo Russo, interpretato da Riccardo Scamarcio, un impietoso criminale della ‘Ndrangheta, che rappresenta in pieno la figura di giovane rampante tipica degli Anni di Piombo. Questo drink non solo vuole ricordare quegli anni, con il gin toscano Ginepraio, il bitter Martini, la china e l’amaro, per sottolinearne il carattere amaro e deciso, come Santo, ma vuole anche rendere omaggio al celebre slogan pubblicitario “Milano da vivere, da sognare, Milano da bere”, che diede, appunto, il nome a quest’epoca.

Vediamo insieme gli ingredienti di questa esplosiva miscela:

  • 30ml Ginepraio
  • 30 ml bitter Martini
  • 40 ml Amaro Ramazzotti
  • 10 ml china
  • Scorza arancia e scorza limone

Quanto alla preparazione, la barlady consiglia di versare tutti gli ingredienti in un cobbler shaker, aggiungere scorza di limone, scorza d’arancia, ghiaccio e shakerare vigorosamente. Versare il contenuto in una coppa Martini e guarnire con olii essenziali di limone.

Signori si conclude così questo appuntamento in cui, per la prima volta, noi di CCC ci siamo seduti dietro alla cattedra come dei bravi maestri a fare cultura, per poi tornare inesorabilmente nel posto in cui siamo più a nostro agio, ossia dietro al bancone del bar, tra mixer, scorze di frutta e distillati. Salutiamoci allora a modo nostro, speranzosi di aver stuzzicato la vostra curiosità e arricchito il vostro sapere, in alto i bicchieri: Cin Cin Cinema a tutti e arriBeverci alla prossima!

Matteo Mastromarino

Per altri cocktail d’autore a base di gin.

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