Champions League: Real Madrid sul tetto d’Europa, battuta la Juventus

Le merengues guidate da Zinedine Zidane, vincono per la dodicesima volta la Coppa dei Campioni. Battuta un’ottima Juventus per 4-1.

3.6.2017. Millennium Park-Cardiff. Una notte stregata per i bianconeri di Mister Allegri alla sua seconda finale europea. Cosi come nel 2015 a Berlino contro il Barcellona, anche questa sera, dopo essere riuscita a pareggiare con Mandzukic alla rete del vantaggio di Cristiano Ronaldo  (per la sesta volta capocannoniere della competizione), si fa annientare nel secondo tempo.

Una delusione per i bianconeri, che infilano così un ” record” del tutto personale: 7 sconfitte in 9 finali giocate. Arrivare a un passo dalla gloria e poi fermarsi. La prima fu a Belgrado il 30 maggio 1973 contro i mostri sacri dell’Ajax, passando per il gol di Magath, il rigore di Sheva e il gol di Neymar.

La coppa tanto inseguita da 21 anni finisce nuovamente nella mani di Ronaldo&Co, che diventano così l’unica squadra che nell’era del calcio moderno vince per due volte consecutivamente lo stesso trofeo. L’ultima doppietta va però annoverata ad una squadra italiana. Era il Milan di Sacchi e si chiamava ancora Coppa dei Campioni e la giocavano solo squadre che avevano appena vinto lo scudetto.

La decide, manco a farlo apposta Cristiano Ronaldo, che batte ancora una volta un altro record: è l’unico giocatore a segnare in 3 finali diverse (la prima fu con il Manchester United).

Eppure sembrava che la squadra di Gigi Buffon, di Higuin, di Dybala e degli altri grandissimi giocatori, potesse tenere il passo dei blancos. Tant’è che dopo aver subito il gol di CR7 riusciva a trovare il pareggio con un eccezionale rovesciata di Mario Mandzukic che batteva Keilor Navas, impotente davanti a un gesto di pura maestria.

“Ma il calcio è strano, o forse no! Questa sera ha semplicemente premiato chi più ha creduto. Si poteva vincere da una parte o dall’altra. Ma ha vinto l’esperienza”. queste le parole di Gianni Infantino, presidente della FIFA a fine partita. E non sbaglia. la Juventus sembra aver lasciato negli spogliatoi tra primo e secondo tempo tutta la carica che sarebbe servita per tener testa al Real. Ma forse l’unica cosa che ha riportato sul terreno di gioco a inizio ripresa è stata la tensione. Quella che ti spezza il fiato, che non ti fa fare la giocata giusta, quella che non ti fa ragionare, che in certe situazione si mischia alla paura, generando quel circolo vizioso che ti porta dal paradiso all’inferno in pochi minuti. Proprio quei 3′ minuti che sono serviti prima a Casemiro e poi nuovamente a Ronaldo per far affondare definitivamente in quel di Cardiff i tanto attesi sogni di gloria (Asensio firma il definitivo 4-1)

La Juventus non c’è più. la Grande Signora ieri sera sembra essersi trasformata in una vecchia signora, senza arte nè parte, crollando sotto i colpi spagnoli. Senza una reazione.

Ma al di là del risultato, non va dimenticato quello che gli italiani in bianco e nero sono riusciti  a fare. Una cavalcata pazzesca. Va ricordato chi hanno eliminato e in che modo per arrivare sin qui.

E questo è già una vittoria.

Come diceva Maurizio Ganz: “Il calcio non è come il ciclismo. Nel calcio non esiste mai la discesa, c’è solo la salita”

Nota dolente di quella che doveva essere una serata di festa, è l’incidente avvenuto a Piazza San Carlo a Torino. Un falso allarme bomba durante la visione del match, che aveva riunito migliaia di tifosi, ha scatenato una fuga generale. Più di 600 feriti (nella fuga la gente cadeva sui vetri rotti delle bottiglie, gettate a terra per la paura) è un bimbo è grave. Ci stringiamo intorno a lui e alla sua famiglia.

E pensare che doveva essere un semplice sabato di calcio.

Simone Alessandrini

Foto di copertina: simbolo ufficiale della UEFA Champions League

Intervista a Cristiano Ronaldo da canale ufficiale YouTube del Real Madrid C.F.

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