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Christmas Wonderland: un’esplosione di colori ispirata alla Cina

La prima edizione italiana di un grande evento per le festività natalizie – l’idea nasce dalle lanterne di Zigong

Dal 20 dicembre al 6 gennaio Roma ha ospitato un’attrazione molto innovativa – una vera e propria simbiosi tra un Natale tradizionale e la magia incredibile di installazioni luminose. E-go Times ha preparato per i suoi lettori un fotoreportage esclusivo.

Una vera e propria cittadina di 5.000 mq

Roberto Fantauzzi, general manager di Christmas Wonderland 

Christmas Wonderland è un format che nasce in Cina, esattamente a Zigong, il paese dove vengono costruite le lanterne cinesi. A 360 gradi all’interna le sfaccettature, gli animali, i dragoni e altri elementi rappresentativi della loro cultura. In particolare lo scorso febbraio c’è stata una fiera a Zigong, dove tutti vanno a vedere le lanterne, mi ha colpito invece il mondo legato al Natale: grandi schiaccianoci, un grande Babbo Natale, che poi comunque non è espressione della loro cultura.

Però, a quel punto, ho pensato che questo mondo dell’istallazione luminosa avrebbe anche scaldato il cuore più che agli Europei che, paradossalmente, invece hanno nella luce un concetto di speranza, di grandezza.

Ho unito due concetti, quello tradizionale del nostro Natale con quello del Natale invece delle istallazioni. L’idea non nasce quindi per essere un banale villaggio di Babbo Natale, ma è un posto che unisce varie culture al livello internazionale in un unico spazio. Questa agglomerazione delle culture diverse, tornando al concetto principe del Natale, secondo noi ha creato qualcosa di rivoluzionario, sopratutto se si considera che la nostra città è rimasta abbastanza legata a certi contenuti classici.

Il Wall – Neon Museum

L’elemento invece dominante del nostro Natale di Christmas Wonderland, è appunto wonderland, cioè il paese delle meraviglie, ossia queste installazioni luminose che sono rappresentative di tutto il villaggio: i grande schiaccianoci, il mega Babbo Natale, lo zoo degli animali illuminati, i pupazzi di neve.

Polo Nord – lo Snow Village
Lo zoo luminoso – un angolo di Giungla

Come vedete qua c’è questa strada di negozi che è ispirata a Portobello Market di Londra come si può notare nella ricostruzione delle palazzine, negozi.

Il Market di Natale – pagare con Babbo Coin, la moneta appositamente coniata per il Villaggio

Va sottolineato che esiste anche il Winter Wonderland di Londra, che è una manifestazione sicuramente d’importanza a livello mondiale, però non è esattamente la nostra ispirazione, la nostra è più un’ispirazione che si basa sulle lanterne di Zigong in Cina. Tutto quello che vi gira intorno, le luci, dal punto di vista degli eventi, della viralità dei social è l’elemento principe. Verrà un tempo in cui avremo tutti bisogno di luci e di speranze.

Poi c’è la classica casa di Babbo Natale, quindi il Natale europeo, italiano, insomma dei nostri bambini. Per quanto amo mia figlia le ho voluto costruire il suo villaggio dei desideri.

La casa di Babbo Natale – spedire la lettera dei desideri

Solo nei primi tre giorni abbiamo avuto migliaia di visite. Una grandissima affluenza dal punto di vista della città di Roma, dei Romani, tra i quali qualcuno ha mosso anche qualche critica, perché si aspettava il mercato con la bancarella che noi non abbiamo mai pubblicizzato, visto che abbiamo voluto proporre un concept un po’ più internazionale. A Roma è stato accolto con favore, nonostante qualcuno della vecchia guardia volesse un villaggio più classico ed è rimasto perciò deluso.

Spettacoli, animazioni e live performance

Tanti spazi sono stati costruiti ad hoc per questa location. È un progetto di riqualificazione urbana molto importante intrapreso dal Comune di Roma e dall’Atac. È sempre un piacere rivalutare immobili che, in qualche maniera, rischiavano di essere abbandonati per sempre, in disuso ormai da 30 anni che, se riqualificati attraverso lo show business degli event,  possono tornare a splendere.

Pista di pattinaggio

Questa è la prima edizione, ne siamo rimasti veramente soddisfatti. Abbiamo un anno di tempo per riflettere, addrizzare ancora di più il tiro, organizzare la prossima edizione al meglio. Ogni prima edizione ha le sue pecche, quello che avresti fatto diversamente a saperlo prima, che magari vediamo più noi che la organizziamo che il pubblico finale. Quando hai un anno di tempo, partendo da una base, che a nostro parere è ottima, poi sarà il pubblico a giudicare.

La Painting room: la possibilità di dipingere con pitture UV
La Stickers room: usare la fantasia per colorare la stanza dei desideri

Sarà una cosa che andrà sicuramente ripetuta nelle edizioni e nel tempo.

L’Infinity room: ispirata da un concept di Yayoi Kusama, vi immerge nel “Mondo che non c’è”

– Mariia Boiko


Photos: Stefano Cesari Steve89photo