La danza contemporanea al Teatro Vascello: La Veronal e il linguaggio KOVA

Fuori Programma, Festival Internazionale di Danza Contemporanea, è un nuovo progetto che ha preso forma a Roma, nell’incantevole cornice del Teatro Vascello.

 

Un festival necessario per la capitale, per il nostro teatro e per gli operatori impegnati a promuovere la danza contemporanea italiana e internazionale.

Queste le parole che hanno aperto ufficialmente la performance de La Veronal. Una danza in grado di deliziare gli occhi degli spettatori, noi di E-go Times compresi, con il meraviglioso e aggrovigliato linguaggio corporale dei danzatori.

Grazie a questo festival interessantissimo e ricco di appuntamenti imperdibili, la danza, specie quella contemporanea, è riportata al centro della scena italiana e internazionale. Fuori Programma nasce proprio con l’intento di creare un’attività culturale tale da poter offrire un’ampia gamma di linguaggi coreografici e coreutici diversi tra loro.

Il programma di Luglio 2017, inauguratosi la scorsa Domenica 9, prevede 5 appuntamenti che prevedono la presenza al Vascello di compagnie di ballo di altissimo livello.

La prima tra queste proviene dalla Spagna: si chiama La Veronal e ha lasciato sbalorditi noi di E-go Times e tutti gli spettatori del teatro intervenuti alla prima del Festival.

La Veronal, nata da un’idea di Marcos Morau, si è distinta nel suo percorso lungo cinque anni, per coreografie e composizioni uniche nel loro stile, portando in scena un linguaggio e movimenti ricercati minuziosamente.

L’obiettivo di Morau e del suo team di ballerini, vede come modus operandi il tentativo di capire l’intrigata geografia enigmatica del corpo umano, attraverso un codice di movimenti spettacolari e affascinanti chiamato KOVA.

Ballerini della compagnia La Veronal, in una delle loro coreografie

KOVA rappresenta dunque una topografia specifica, realizzata mediante l’ausilio di meridiani e parallele che si incontrano in una grande mappa geografica. La chiave di lettura delle coreografie risiede nella presa di coscienza che esiste un pianeta turbato a causa delle brusche alterazioni del paesaggio.

Tale pianeta turbato cerca di disegnare la propria geografia.

Durante lo spettacolo al quale abbiamo assistito, i ballerini erano un tutt’uno con la musica che li guidava. I loro movimenti erano scattosi, nervosi, energici… ma allo stesso tempo i corpi dei danzatori si muovevano all’unisono creando un’armonia pazzesca, la quale contrastava magistralmente l’atmosfera tesa.

KOVA-Geographic Tools è proprio questo: creare continui impedimenti e ostacoli al corpo del performer, il quale a sua volta combatte per risolvere queste sfide auto-imposte, comunicando un grande senso di libertà e vastità di possibilità.

 

Il corpo di Kova è un labirinto che cerca di uscire da sé; è un nodo, intrighi, coraggio.

Il corpo di Kova ama le complicazioni.

Marcos Morau con uno dei ballerini della compagnia La Veronal

Essendo, chi scrive, amante della danza in tutte le sue forme, si è ancor di più apprezzato questo tipo di lavoro complesso e cesellato a regola d’arte. La danza è in grado di aggregare il pubblico più svariato con una facilità estrema.

Riteniamo il progetto realizzato da La Veronal assolutamente magnifico, ci siamo complimentati vivamente con tutto il corpo di ballo. Azzeccata anche la scelta dei costumi, che rendevano i fisici dei ballerini eterei e scolpiti.

Consiglio fortemente la visione dei restanti spettacoli di Luglio, poiché grazie alla musica, alla danza e all’arte in generale abbiamo ancora la possibilità di sognare a occhi aperti.

Sara Tiso

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Immagini di Sara Tiso.

Video Siena Mercat de les Florsde La Veronal dal canale YouTube

Immagine di copertina per gentile concessione del Teatro Vascello

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