Ecosostenibilità nel quotidiano: è possibile? 

Ecosostenibilità e vita contemporanea: una panoramica sugli usi e costumi della nostra società in bilico tra consumo sfrenato ed attenzione all’ecosistema.

L’attenzione all’alimentazione sana è responsabile della crescita stabile, da più di un decennio, del mercato del biologico; aumenta la tendenza a modelli di vita alternativi quali ecovillaggi, cohousing ed altri tipi di esperienze che si ispirano al rispetto ed alla valorizzazione dell’ambiente naturale circostante; le società elettriche pubblicizzano quote di produzione in modalità ecologica per sensibilizzare da una parte al consumo responsabile e dall’altra incentivare alla produzione propria di quote  di energia.

Possiamo ritenerci soddisfatti o rimangono ancora spazi per ottimizzare ecologicamente le nostre vite, soprattutto quelle cittadine?

Dal lato pubblicitario il “Bio” e l’”Eco” sono di gran moda in ogni ambito, dall’alimentare, ai prodotti per l’igiene casalinga e personale, passando per i tessuti e il vestiario.  Tali prodotti si differenziano in genere per prezzi più alti, in confronto al non bio, almeno in Italia.  Con l’allargarsi dell’offerta si auspica un calmieramento dei prezzi.

Nella nostra spesa quotidiana abbiamo mai fatto caso al peso del “packaging”, in italiano impacchettamento, del prodotto?  È  attualmente utile per lo più a fini marketing e anche in questo ambito, fortunatamente, iniziano a diffondersi soluzioni “Eco”, in genere, però, più costose per il cliente finale.

Dal lato dell’acquisto quotidiano sembra, quindi, che scelte più attente ed ecologiche richiedano un impegno economico differente, lasciando a carico del consumatore se mantenersi su livelli ecologici e biologico o meno.

Per quanto riguarda gli scarti domestici, politiche attive sul territorio stanno diffondendo ovunque modalità di raccolta differenziata, con risultati assai differenti a seconda della grandezza dei comuni e della storicità delle popolazioni a questo tipo di attività. In questo ambito la sensibilità ecologica delle persone pare meno forte rispetto alla fase di acquisto dei prodotti.

Dal lato della produzione di calore ed energia in ambito casalingo da fonti rinnovabili ecologiche, indubbiamente, anche grazie ad alcune politiche incentivanti, pannelli solari e fotovoltaico si sono diffusi sempre più nelle nostre case, le politiche di incentivazione, in questo ambito, sono però attualmente bloccate. Comunque nel 2015 l’8 % dell’energia elettrica italiana è derivata dal fotovoltaico e anche l’eolico è in decisa crescita. Per l’ambito casalingo le fonti solari e fotovoltaiche sono sicuramente quelle che possono essere applicate alle nostre abitazioni ma i trend vengono per lo più decisi in ambito politico aprendo o chiudendo i rubinetti degli incentivi economici.

Da questa breve, sicuramente non esaustiva, panoramica emerge un quadro di sensibilità al tema ecologico e biologico, che si è diffusa per lo più su spinte “dal basso”, velocemente recepite dalla produzione industriale e dalla promozione pubblicitaria. Crescenti fette di popolazione e di consumatori fanno giornalmente scelte attente in termini “Bio” ed “Eco”, ma a oggi  risulta scarsa la tutela sull’effettiva qualità dei prodotti. Da notare come tali trend non sembrano essere intaccati dalla generale crisi dei consumi, quindi la sensibilità è decisamente forte, in allineamento anche ai panorami internazionali. Più labile la partecipazione attiva nella fase di scarto, forse per un minor coinvolgimento emotivo dovuto alle leve pubblicitarie, o a una intrinseca pigrizia nel differenziare?

Sembra, quindi, che ampi siano gli spazi di ulteriore ottimizzazione e sensibilizzazione al tema ecologico e biologico nelle nostre vite quotidiane, fatte spesso di piccoli gesti e scelte, ripetuti molteplici volte e per questo assai importanti.

 

di Stefania Ajossa

 

Foto copertina : ‘Eco en el espejo’ di vladimix, licenza CC BY-SA 2.0.

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