Il fascino ambivalente del divino: Daniele Salvo presenta “Le Baccanti” di Euripide al Teatro Vascello

«Anche se non lo vuole, questa città imparerà a conoscere i riti segreti di Bacco»

Nelle Baccanti, una delle tragedie più note di Euripide, la follia è il tema dominante e accompagna i pensieri, le parole, le gesta dei protagonisti per tutta la vicenda.
Le donne infatti, dominate dall’estasi divina, dopo aver abbandonato le loro case e i loro obblighi coniugali, si aggirano per alcuni villaggi devastando, con la loro furia incontrollabile, cose e persone: il seme della “follia” le domina e le rende ingovernabili e violente.
Tuttavia, in alcuni momenti le Menadi, nell’atto di adorare il Dio Bacco, si animano di una follia sana, che nasce dall’istintività e dal contatto assoluto con la natura primitiva e selvaggia.


Lo spettacolo di Daniele Salvo, portato in scena al teatro Vascello, gioca sulla potenza della forza primordiale, intesa come irrazionalità e istinto, come richiamo all’incoscienza che porta allo stordimento e alla liberazione del grido interiore, a volte inteso come istinto “puro”, a volte come follia delirante vicina alla pazzia senza controllo.
Il delirio, causato da una vera e propria possessione dionisiaca, viene reso perfettamente dai corpi degli attori, capaci di coinvolgere il pubblico e di suscitare, allo stesso tempo, una punta di orrore: il furore del Dio Bacco, infatti, a tratti rende le donne capaci di gesti violenti, in altri momenti le ricollega ad uno stato di incoscienza sublime.
Elena Aimone, Giulia Galiani, Annamaria Ghirardelli, Melania Giglio, Elena Polic Greco, Francesca Maria, Silvia Pietta, Alessandra Salamida, unendo la plasticità dei corpi, all’utilizzo di una vocalità ricercata e interiore, rendono l’idea del “Furor Bacchico” risultando un corpo unico, unito dal medesimo pathos e dalla ricerca di un contatto con l’irrazionale.

La Follia estatica si esprime nelle Baccanti con danze volutamente scomposte, canti , parole urlate, voci che si amalgamano, senza mai essere discordanti. Una ricerca vocale capace di esprimere l’irrazionale con un ritmo composto e definito.
L’atmosfera è ancora più coinvolgente grazie al sapiente utilizzo di video proiezioni, che sottolineano l’inquietudine creata dal coro delle Baccanti e l’aspetto istintivo dello spettacolo: la scena infatti, costruita in maniera molto essenziale, viene “riempita” dalle danze e dalle voci del coro e dall’effetto suggestivo creato dalle proiezioni stesse.
L’elemento scenico, tuttavia, rimane sullo sfondo: il pubblico infatti, è rapito dal clima onirico e misteriosamente magico creato dal seme della follia presente nel coro delle donne in estasi, sempre in bilico, tra orrore spaventoso e sublime rapimento.
Il confine tra orrore ed estasi è espresso anche dalla raffigurazione del divino: Dioniso non è solamente capace di alleviare il dolore con vino e piaceri, ma si presenta come vendicativo e punisce senza rimedio chi non crede in lui, scagliando contro tutti la sua ira funesta.


Daniele Salvo, unendo armoniosamente la mimica del volto ad una gestualità efficace, incarna perfettamente il fascino ambiguo, sconosciuto e irresistibile della divinità.
L’ambivalenza della forza divina, intesa come istinto umano irrazionale e come potenza sconosciuta e a volte distruttiva, arriva con efficacia nella versione di Salvo, capace, con scelte registiche azzeccate, di amalgamare gli aspetti più attuali (come le proiezioni), con la vis primordiale tipica delle tragedie greche.

2 pensieri riguardo “Il fascino ambivalente del divino: Daniele Salvo presenta “Le Baccanti” di Euripide al Teatro Vascello

  • 15 marzo 2017 in 17:21
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    Permalink

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