Insicurezza Alimentare

Un fattore di Resilienza Umana

Conflitti, crisi economiche, cambiamenti climatici e catastrofi naturali hanno un impatto negativo sullo sviluppo umano, in particolare sull’insicurezza alimentare.

Il cambiamento climatico infatti è un dato di fatto, che negli ultimi anni ha fatto diminuire la produzione di grano, mais e riso aumentando così il numero dei malnutriti.

Anche la crisi economica del 2007-2008 e l’aumento delle catastrofi naturali come alluvioni e siccità hanno portato a redditi bassi, prezzi alti ed esaurimento delle risorse produttive con la triste conseguenza che sempre più persone hanno bisogno del sostegno delle organizzazioni internazionali come, FAO e WFP, che si battono per sradicare la fame nel mondo.

Sulla base del report Crop Prospects and Food Situation realizzato dalla FAO nel dicembre del 2016 si evidenzia come dei 39 Paesi che hanno bisogno di aiuti esterni, 21 di questi si trovi in Africa in un contesto di conflitto interno riducendo così la produzione alimentare e/o l’accesso al cibo.

Firenze, Flashmob di Oxfam contro la fame nel mondo 2012-22-09

Camerum e Ciad, per esempio, diversamente a quanto si potrebbe pensare, ospitano un gran numero di IDP (The Internally Displaced Person) compromettendo così le disponibilità alimentari della popolazione locale.

Questo però non rende l’uomo meno resiliente, ma anzi questi shock aumentano la sua capacità di lottare e di adattarsi ai cambiamenti o, addirittura, di modificare le proprie strategie di sopravvivenza pur di continuare a mantenere un livello di benessere soddisfacente.

Lo Stato, poi, per aumentare la resilienza delle persone dovrebbe garantire dei servizi base come l’assistenza medica, accesso ai servizi pubblici, assistenza sociale e infine l’assistenza economica.

Questo però non sempre accade, così in alcuni casi, si rende necessario l’intervento di organizzazioni internazionali come FAO, WFP e UNICEF, che sostengono le iniziative di queste località e in particolare si tenta in ogni modo di ridurre la malnutrizione infantile.

A riguardo la probabilità che un bambino muoia prima dei 5 anni è stata dimezzata con grande successo, centrando il primo MDGs.

Il nostro obiettivo per il futuro dunque dovrà essere #FAME ZERO.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *