Opere e suoni: Irma Blank in mostra alla Fondazione ICA di Milano

Dal 9 giugno la Fondazione ICA ospita la mostra antologica ‘BLANK’. L’esposizione, curata da Johana Carrier e Joana P. R. Neves, ripercorre le tappe salienti della carriera di Irma Blank.

Irma Blank - Fondazione ICA

Irma Blank, artista italo-tedesca, classe 1934, nell’arco di sessant’anni si è affermata sulla scena internazionale. Milano (dove l’artista risiede dal 1973) è la tappa conclusiva di una mostra itinerante che ha toccato sette piazze: iniziata al Culturgest di Lisbona nell’estate 2019, nell’autunno seguente la mostra è approdata al MAMCO di Ginevra, poi al CAPC di Bordeaux, al CCA e alla Bauhaus Foundation di Tel Aviv nel 2020, fino al Museo Villa dei Cedri di Bellinzona nel 2021.

Opere letterarie, pagine di diario, annotazioni: il nostro mondo è una coreografia di caratteri organizzati in infinite combinazioni di suoni e di senso. E se i nostri pensieri non prendessero forma nella grafia ma nel fruscio della penna, nel nostro respiro? Se il significato del celebre ‘indovinello veronese’ non fosse l’analogia tra il lavoro agricolo e la scrittura bensì la quiete del campo incolto e il rumore dei semi sparsi al suolo?

Irma Blank - Eigenschriften
Eigenschriften, Senza titolo, 1968 Pastello su carta, 71×50 cm
Photo credit Carlo Favero

Con precisione chirurgica e pazienza spirituale, dal 1955 (anno del suo arrivo in Sicilia) Irma Blank ha cominciato a dissolvere la barriera del linguaggio, a metterne a nudo l’ossatura di suoni; e per farlo si è avvalsa delle tecniche più varie, fino a sperimentare le tecnologie di ultima generazione: matite e pastelli su carta, penna su poliestere, pittura su tela, fino alla stampa su pannelli d’acciaio.

Tra pagine compilate con linee e caratteri alfabetici immaginari, il percorso espositivo comprende anche una performance: dando voce al gesto grafico, Concerto scritturale (concepita nel 1980) immerge lo spettatore nella materia stessa del suono, trasforma il segno in un’esperienza sensoriale ampia.

Su questo presupposto Irma Blank, dopo aver perso l’utilizzo della metà destra del corpo, ha avviato nel 2017 la serie Gehen. Second life: tratti dall’andamento irregolare che mostrano come l’artista abbia imparato da capo la mimica ben allenata della certezza, riscoprendo che il segno, contro ogni impedimento e imprevisto, nasce e perdura in ogni fibra del nostro essere.

Irma Blank - Gehen, Second life
Gehen, Second life, Ways, 2020.
Pennarello su carta, 205 pagine rilegate a libro, 30,5×21,5 cad.
Photo credit Carlo Favero

L’opera di Irma Blank rende possibile un linguaggio privo di confini, in cui lo scambio di idee e di significati cede al solo atto del comunicare, ma offre anche uno spunto di riflessione sull’epoca attuale: il linguaggio asemantico sembra alludere alla confusione, alla difficoltà di percepire l’intensità della parola, dispersa in un magma di voci e segni quasi indistinguibili.

La mostra ‘BLANK’ sarà aperta fino a venerdì 22 luglio 2022.

di Roberto Gentile

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Immagini: per gentile concessione della Fondazione ICA.

Immagine in evidenza: Gehen, Second life, 28 novembre 2017, pannarello su carta trasparente.

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