Jai Jagat 2020: un marcia globale per la pace da Nuova Delhi a Ginevra

 

Jai Jagat 2020 è un coinvolgente e coraggioso viaggio in nome del rinnovamento: 10.000 chilometri, 370 giorni, 17 paesi, 150 persone in movimento per la pace e la giustizia.

Jai Jagat è una marcia di 10.000 chilometri che inizierà il 2 ottobre 2019 a Nuova Delhi (India), nelle terre in cui giace Mahatma Gandhi, nel giorno del centocinquantesimo anniversario dalla sua nascita. I Paesi che verranno in seguito attraversati dalla marcia sono 16: Pakistan, Iran, Azerbaijan, Armenia, Georgia (Abkhazia), Bulgaria, Serbia, Macedonia del Nord, Kosovo, Albania, Montenegro, Bosnia Erzegovina, Croazia e Italia, per poi giungere a Ginevra (Svizzera) il 25 settembre 2020, durante la giornata dedicata alla pace internazionale.

Le persone che intraprenderanno questo viaggio sono mosse dalla volontà di cambiare le condizioni sociali e ambientali in cui molti dei Paesi coinvolti si trovano a vivere, condizioni che spesso rimangono nascoste al resto del mondo. Questa marcia ha lo scopo di suscitare interesse e sensibilità nei confronti di tematiche quali la pace, la giustizia, l’emergenza ambientale, la povertà, l’emancipazione femminile e giovanile.

Ma da cosa scaturisce questa missione?

Come si può vedere dal sito ufficiale della marcia, la campagna di Jai Jagat, soprannominata “la vittoria del mondo”, si basa sulla visione di ahimsa (non violenza), che guida il movimento sociale. Uno degli scopi perseguiti è quello di costruire strutture che favoriscano un nuovo modello di sviluppo. E ciò scaturisce profondamente dall’idea di Gandhi che l’auto-governo possa responsabilizzare gli Stati e gli attori politici globali. L’idea della marcia nasce anche dall’esperienza contemporanea di un movimento popolare indiano, noto come Ekta Parishad (Unity Forum), che è caratterizzato da lunghe marce che riuniscono le persone più povere e più emarginate per sfidare i rapporti di potere esistenti e che vuole indurre i governi a un cambiamento di politica basato sulla non violenza.

La strategia

La strategia utilizzata è quella di creare connessioni e cooperazione tra le persone attraverso diversi canali, come l’arte, la musica, il teatro, i social network, la letteratura, il giornalismo e l’educazione. Dal momento che si attraverseranno confini di Paesi attualmente coinvolti in conflitti armati e, dato che la marcia pone come priorità la sicurezza dei manifestanti, non vi saranno migliaia di persone a partecipare. Tuttavia il nucleo della marcia sarà modesto e simbolico. I comitati locali lungo tutto il percorso organizzeranno eventi quotidiani e ci saranno allenamenti giornalieri non violenti, praticando la non violenza per circa un anno.

La mission

L’importanza di far conoscere a quanti più Paesi del mondo questo viaggio, che a breve avrà luogo, risiede nelle motivazioni che spingono gli attivisti a marciare. Marciano per dimostrare che le problematiche sociali affrontate riguardano l’umanità nella sua interezza, per questo meritano la massima attenzione. Lottano per condividere informazioni e risorse che possano aiutare le persone in circostanze critiche a raggiungere risultati concreti e un miglioramento personale e sociale. Si muovono per mostrare alla società globale che la non violenza può essere incredibilmente efficace e che la solidarietà fra esseri umani è una risorsa inesauribile, viva e preziosa.

Useranno pure lingue differenti, ma parlano attraverso un’unica voce.

Jai Jagat è una marcia all’insegna della pace non solo tra persone e nazioni, ma anche tra l’uomo, l’ambiente e il pianeta.

Chiara Obino

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Cover Photo & Video: courtesy Jai Jagat

Sull’economia del mare

Leila Tavi

Leila Tavi is a journalist specialized in Russian Politics and Culture and PhD c. in Russian History at the University of Vienna under the supervision of Prof. Andreas Kappeler. She studied Political Science in Vienna and Rome, graduating in History of Eastern Europe at Roma Tre University, with Prof. Francesco Guida and a thesis on travel reports about Saint Petersburg by West Europeans at the beginning of the XIX Century. Previously she obtained a degree in Foreign Languages, with a specialization in German Philology at the University of Rome «La Sapienza». Her new book "East of the Danube" is coming soon.

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