La Giornata della Memoria nella città del Palio: Siena ricorda

 

Siena ha dedicato alla Giornata della Memoria una serie di eventi per non dimenticare gli orrori dell’Olocausto e non solo.

La Giornata della Memoria di Siena ha presentato eventi promossi dal Comune di Siena, dalla Regione Toscana, dalla Comunità Ebraica di Firenze e da The Royal Conservatory, in collaborazione con la Sinagoga di Siena, l’Università degli Studi e l’Università per Stranieri di Siena, l’Accademia Musicale Chigiana, l’Istituto Superiore di Studi Musicali “R. Franci”, CoopCulture e il Cinema Nuovo Pendola, con il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

Storie struggenti, che hanno attraversato tutte le città d’Europa, anche là dove, appellandosi alla libertà, non si osava levare una protesta a voce più alta per difendere un pensiero diverso, come ha ricordato il Sindaco di Siena, Luigi De Mossi, durante uno degli eventi svoltosi nello storico Teatro dei Rinnovati.

Tanti gli eventi disseminati in luoghi diversi, ognuno portatore di un messaggio che, come ha auspicato Papa Francesco, risponda con un deciso no all’indifferenza.

Ogni volta vale la pena di ricordare il passato, senza mistificazioni, ancor più oggi, in una società in cui assistiamo ancora a stragi, attacchi razzisti, scene di violenza, che allontanando sempre più dal concetto di umanità.

Tante storie fra le storie, grande strazio ma anche grande generosità, utili da ascoltare con la mente sgombra da pregiudizi.

Nessuno di noi dimentica la bambina con il cappottino rosso che corre su per una scala nel film Schindler’s List di Steven Spielberg, con la meravigliosa fotografia del polacco Janusz Kamiński. Una scrittura visiva che tocca il tema impervio della banalità del male di Hanna Arendt. Una storia terribile e dolorosa, ma con un barlume di speranza. Salendo le scale mobili che dalla periferia della città permettono di accedere al centro storico di Siena, non si può fare a meno di fare un sospiro e sorridere quando si legge a bordo delle scale “Schindler“, il nome della ditta che produce gli impianti e… nella mente viene evocato il volto di Liam Neeson nei panni dell’industriale Oscar Schindler, entrato nell’immaginario collettivo come l’imprenditore tedesco che salvò la vita a più di mille ebrei dallo sterminio della Shoah. La sua lista si allungava ogni giorno nel tentativo di salvare vite umane. A Spielberg va il merito di averlo fatto conoscere al mondo intero. Come lui tanti eroi più o meno noti, fra cui vale la pena di ricordare Perlasca.

Storie di orrore e di speranza, la stessa che esplode nella scena con la bambina che porta un cappottino rosso in un mondo in bianco e nero, che si sovrappone al volto di Liam/Oscar. Due segni indimenticabili che, attraverso un filo invisibile, ci portano alle sale cinematografiche, che nella settimana della memoria 2020 hanno proiettato altri film significativi.

Il 25 gennaio al Cinema Pendola è stato proposto il documentario Exit Music di James Murdoch. Nei giorni successivi sono stati proiettati film che, nonostante non facessero parte del programma sulla memoria, hanno comunque evocato il pensiero del “diverso”: Jojo Rabbit, del regista neo-zelandese Taika Waititi, mentre al Cinema Odeon è stato proiettato Richard Jewell, del grande Clint Eastwood, che nonostante i suoi 90 anni, riesce a descrivere avvenimenti della società statunitense con rara lucidità ed essenzialità.

Il 26 gennaio, alla Sinagoga di Siena, c’è stato un incontro della Comunità Ebraica, a cui ha fatto seguito un concerto al Teatro dei Rinnovati. Il linguaggio universale della musica e dell’arte, che unisce tutti i popoli, ha accompagnato l’evento Exit: Music. L’ARC Ensemble del Royal Conservatory di Toronto, uno fra i migliori gruppi concertistici internazionali, esibitosi a Roma pochi giorni prima, ha proposto una serie di brani poco noti, ma di grande suggestione.

Dopo i saluti del Sindaco di Siena Luigi De Mossi, della Vice-Presidente della Regione Toscana Monica Barni e della Presidente dell’Istituto Superiore di Studi MusicaliRinaldo Franci” Miranda Brugi, che hanno ringraziato Anna Di Castro, responsabile culturale della sezione ebraica senese per l’importante inizativa, con l’introduzione del prof. Stefano Iacoviello dell’Università di Siena, ha preso il via la performance musicale del gruppo ARC Ensemble, proposta dal direttore artistico Simon Weinberg. Nominato per il suo terzo Grammy Award nel 2016, l’ARC Ensemble è tra gli ambasciatori culturali più prestigiosi del Canada. Pur eseguendo un repertorio musicale molto ampio, il suo focus rimane la ricerca e il recupero della musica soppressa ed emarginata dai regimi totalitari del XX secolo. Il gruppo ha proposto una serie di brani poco noti, composti da Vittorio Rieti, Paul Ben-Haim ed Erich Wolfgang Korngold. Tutti e tre costretti a lasciare l’Europa.

Il Sindaco ha evidenziato quanto sia importante non cadere nella retorica, citando la Legge 211 del 2000, un anno importante, che ha sancito l’istituzione del Giorno della Memoria. Il Sindaco ha poi letto un brano emozionante sull’Olocausto. La Vice-Preside della Regione Toscana, Monica Barni, ha auspicato una riflessione profonda sui temi, affinché non debbano esserci tragici e oscuri periodi della storia. La Presidente del Conservatorio “Rinaldo Franci”, Miranda Brugi, ha portato i saluti della prof.ssa Lucia Goretti e delle istituzioni musicali senesi.

Il 27 gennaio l’Università degli Studi di Siena ha organizzato un incontro con Giuliano Amato della Corte Costituzionale, che ha tenuto una conferenza nell’Aula Magna del Rettorato, alla presenza dei ragazzi di alcuni istituti scolastici cittadini. La conferenza è stata preceduta dai saluti del Rettore dell’Ateneo, Francesco Frati, e del rappresentante della Comunità Ebraica di Firenze, Roberto Orvieto, e introdotta dal Prefetto di Siena, Armando Gradone.

Sempre nel pomeriggio del 27, alla Biblioteca degli Intronati, Raffaele Ascheri, da attento storico, ha analizzato l’origine del male che generò l’Olocausto con una conferenza aperta al pubblico dal titolo L’antisemitismo nella storia.

Anche l’Area Verde Camollia ha dedicato due toccanti proiezioni di rara intensità: I bambini di Rue Saint-Maur 209, di Ruth Zylberman e il docu-film The Dead Nation, di Radu Jude.

Come scriveva Anna Frank nel suo indimenticabile Diario è meraviglioso quando:

…nessuno abbia bisogno di aspettare un solo attimo prima di iniziare a migliorare il mondo”.

Paola Dei

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