La network society: come cambia il mondo ai tempi di internet

Internet è ormai ovunque, ci circonda senza che ce ne rendiamo conto. Ma come influenza la società? Quali sono i cambiamenti tangibili della rivoluzione informatica? Come è percepita dagli utenti la network society?

Internet è sempre più parte delle nostre vite, è diventato un elemento imprescindibile della nostra esistenza: si usa per comunicare, per ascoltare musica, per vedere film e serie tv, per muoversi in città. Ma come ha avuto inizio questo fenomeno? Qual è stato l’elemento scatenante che ha reso internet così presente nelle nostre vite?

Internet nasce grazie a uno studioso: Tim Benders Lee, scienziato del CERN di Ginevra, che lo presenta agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso a un professore del MIT di Boston, che decide di brevettarlo. L’idea di T. B. Lee era di creare una rete che non fosse controllata e guidata da un centro; con il senno di poi, possiamo con sicurezza affermare che per il momento lo scienziato londinese non ha raggiunto il suo scopo, considerato che la rete è gestita da grandi colossi, uno tra tutti Google.

Lo stato d’animo con cui internet prima e il WWWeb poi furono accolti era molto positivo, l’entusiasmo era diffuso tra scienziati e utenti, ma nessuno mai avrebbe potuto anche lontanamente immaginare lo sviluppo capillare, l’utilizzo e le grandi potenzialità che il web avrebbe in poco tempo avuto.

Internet diventa sempre più indispensabile man mano che il tempo passa: è utilizzato per l’e-commerce e per le vendite online, oltre che per comunicare e informare; in poco tempo è diventato un luogo virtuale in cui tutto si può fare e trovare. Nasce così l’internet delle cose e l’internet 2.0. in un mondo virtuale dove hanno acquisito sempre più importanza gli UGC, ovvero gli User Generated Content, ciò di cui oggi il Web si ciba maggiormente. Quando si parla di UGC si parla di un “universo” in cui non c’è più la distinzione fra chi crea contenuti e chi ne usufruisce, come avveniva in passato con i mass media, ma sempre di più, chi usufruisce dei contenuti è anche colui che ne crea altri, generando un circolo, a volte vizioso, di contenuti che vengono postati sul web.

A rendere questo fenomeno ancora più pervasivo e che crea dipendenza è stato lo sviluppo dei social network, come Facebook, Instagram e Snapchat, che permettono di stare costantemente connessi. Ai nostri giorni, infatti, viviamo in simbiosi constante con i nostri smartphone e ogni scusa è buona per postare una “storia” o una foto.

Molti si sono interrogati su cosa voglia dire questo per il periodo storico che stiamo vivendo: i social media hanno creato una nuova epoca o semplicemente hanno contribuito alla modifica della società moderna? Su questo si sono espressi il sociologo spagnolo Manuel Castells e quello inglese John Brookshire Thompson. Il primo ritiene che lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni, sempre più veloce, abbia creato una nuova epoca, che lo studioso spagnolo distingue da quella moderna, chiamandola network society, il cui simbolo ed emblema è la Silicon Valley: il luogo che più di tutti crea, definisce e regola lo sviluppo tecnologico. In questa società si assiste a un cambiamento nelle relazioni interpersonali e nella società, che viene così a prendere le caratteristiche tipiche della rete: flessibilità, decentralizzazione e partecipazione. La relazione fra la rete e il soggetto è polarizzata dalla tecnologia. L’uomo vive sempre di più sulla rete, in un mondo virtuale che sembra a volte anche più concreto di quello reale.

Il pensiero di Thompson, invece, è un altro: la tecnologia, internet e la rete hanno senza ombra di dubbio modificato la società, ma non si può parlare di cambiamenti che hanno portato a una nuova epoca. Per quanto ci possano essere differenze fra il mondo di dieci, ma anche di cinque anni fa, e il mondo contemporaneo, la base delle comunicazioni è sempre la stessa: il business. La tecnologia ha semplicemente dato all’utente la possibilità di ottenere nuovamente un ruolo attivo nella società, di avere più voce in capitolo.

Nonostante le diverse teorie e i differenti punti di vista consultabili è possibile osservare, senza possedere conoscenze specifiche del settore, come internet, il web e i social network abbiano rivoluzionato la vita di tutti i giorni dagli aspetti più insignificanti a quelli più evidenti. Abbiamo spiegato come internet fu accolto con entusiasmo e con aspettative alte sul suoi benefici per la società contemporanea, ma quanto di questo sentimento è rimasto nei confronti della rete, ora che ci siamo resi conto che oltre ai benefici ci sono effetti dannosi e a volte anche distruttivi che il web genera?

In conclusione, non dobbiamo demonizzare internet e i cambiamenti che ha generato, ma utilizzare il web con maggiore cautela e consapevolezza di come ogni informazione possa essere utilizzata per incrementare la moltitudine di big data che il web quotidianamente raccoglie.

– Federica Piacenti

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Cover photo: source Pixabay

Video by Katja Gry Carlsen

Attenzione al social trading online.

Leila Tavi

Leila Tavi is a journalist specialized in Russian Politics and Culture and PhD c. in Russian History at the University of Vienna under the supervision of Prof. Andreas Kappeler. She studied Political Science in Vienna and Rome, graduating in History of Eastern Europe at Roma Tre University, with Prof. Francesco Guida and a thesis on travel reports about Saint Petersburg by West Europeans at the beginning of the XIX Century. Previously she obtained a degree in Foreign Languages, with a specialization in German Philology at the University of Rome «La Sapienza». Her new book "East of the Danube" is coming soon.

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