L’amministrazione Trump radia la Kaspersky Lab dai fornitori autorizzati dal Governo

Colpo di spugna da parte del Presidente Trump nell’ambito della sicurezza informatica: la nota casa produttrice di software antivirus, la Kaspersky Lab, viene rimossa dalla lista dei fornitori governativi per timore di spionaggio.

Eugene Kaspersky, CEO e fondatore di Kaspersky LAB
Kaspersky Lab e Russia

La General Services Administration, agenzia indipendente con il compito di coordinare le diverse agenzie federali statunitensi, comunica l’eliminazione della società produttrice di antivirus dalla lista dei fornitori autorizzati di software e prodotti informatici. Il timore manifestato dalla presidenza Trump è che la ditta potrebbe essere troppo strettamente collegata alle agenzie di intelligence russe, paventando possibili attacchi informatici nei confronti degli USA. Programmi informatici provenienti dallo stesso fornitore acquistati in precedenza potranno comunque essere ancora utilizzati nelle agenzie americane. L’azienda produttrice controbatte che la GSA non le ha in nessun modo dato preavviso della decisione, rigettando l’accusa e affermando che:

La società non ha mai aiutato e in futuro mai aiuterà i servizi di cyber-spionaggio di nessun governo nel mondo.

Nel suo comunicato Eugene Kaspersky, fondatore e CEO, afferma che

In 20 anni la Kaspersky Lab ha sempre rispettato i massimi standard tecnici ed etici e sviluppato tecnologie assolutamente affidabili. E’ pertanto assolutamente inaccettabile che l’azienda venga accusata senza alcuna prova a sostegno.

Il Russiagate

La questione Kaspersky Lab viene inserita nel contesto più grande del Russiagate, l’inchiesta in corso sui possibili rapporti tra presidente americano e governo russo durante le elezioni presidenziali del 2016. Trump avrebbe infatti, secondo le accuse a lui rivolte, beneficiato di aiuti da parte di Putin e dei suoi servizi al fine di vincere le elezioni e svantaggiare la sua avversaria Hillary Clinton. I manager della sua campagna elettorale, Paul Manafort e Carter Page, sarebbero stati decisamente troppo vicini al Cremlino e perfino Trump Jr avrebbe scambiato mail con Natalia Veselmitskaya, un’avvocatessa strettamente legata al governo russo.

 

 

Cyber-crimine e Cyber-spionaggio

Dalla sua iniziale diffusione, Internet ha aumentato sempre più l’importanza strategica nel contesto politico internazionale, divenendo molto più che un mezzo di scambio di informazioni. La presenza di hackers internazionali assoldati dai governi ricorda un po’ la corsa spagnola nel XVI secolo, in cui i razziatori di navi erano non solo autorizzati ma perfino pagati dai governi. Noi non ci pronunciamo sul reale coinvolgimento dell’azienda nelle dinamiche americane ma restiamo comunque perplessi dal fatto che proprio una figura ambigua come l’attuale presidente abbia incoerentemente accusato qualcuno di rapporti criminali con il paese con cui egli stesso è sospettato di collaborare.

Gabriele Aielli

 

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Foto di copertina:  https://pixabay.com/it/briscola-presidente-degli-stati-uniti-1822121/ di MIH83CC0 1.0
Eugene Kaspersky: https://www.flickr.com/photos/123542064@N08/13978068212/sizes/m/in/photostream/ di Kaspersky – CC BY 2.0
Logo Kaspersky Lab: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Kaspersky_Lab_logo.svg di Kaspersky – Public Domain

Video della Kaspersky dal canale ufficiale YouTube

 

 

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