Let’s Play – Come ci si diverte nel ventunesimo secolo

Le nuove frontiere del divertimento videludiche e hi-tech in un grande evento a Roma

Entrata alla fiera di Let’s Play

Testo di Gabriele Aielli
Fotografie di Yuliya Galycheva

Luci colorate, suoni e sana confusione: ecco cosa attende i visitatori di Let’s Play, l’incredibile evento sul mondo dei videogiochi che si svolge a tra il 15 e il 19 marzo. La mostra, alla sua prima edizione, si presenta come un vero e proprio festival culturale, mediante la rappresentazione di un mercato che nel 2017 coinvolge oltre 25 milioni di italiani di tutte le fasce d’età. Scenario della manifestazione sono i 30.000 metri quadrati del Guido Reni District, ex caserma novecentesca in Via Guido Reni, 7, con le sue architetture post industriali.

Io, giocatore un po’datato

In fila per entrare nella manifestazione, in attesa all’esterno assieme a tanti ragazzini liceali, ho avuto all’inizio la sensazione di trovarmi un po’ fuori contesto. Però già nel cortile, tra sedie colorate e un gigantesco copricapo degno del “Cappellaio Matto” di carrolliana memoria è diventato facile immergersi in un’atmosfera festosa e senza pensieri. Ottenuto il mio pass stampa e il mio braccialetto colorato, ho subito iniziato un giro panoramico della fiera. Nei capannoni che ospitano la manifestazione mi è subito stato possibile immergersi nei giochi del momento:  Call of Duty: Infinite Warfare, Destiny: i Signori del Ferro, Tekken 7 e Little Nightmares sono solo una piccola parte dei giochi messi a disposizione dei visitatori, senza alcun limite di tempo o ulteriore costo.

Joypad

Leader di Mercato

Non è difficile capire che, come nella produzione cinematografica, realtà industriali di grosso impatto dominano anche un mercato relativamente recente come quello videoludico. Buona parte della fiera è occupata dalle major del settore tra le quali spiccano le più innovative Sony e Nintendo. Le due multinazionali mettono a disposizione i loro prodotti di punta: è possibile divertirsi, guidati da sorridenti ragazzi vestiti da cowboy, sparando a pericolosi banditi o mungendo mucche virtuali tramite la Nintendo Switch, console portatile che si può anche usare come controller se collegata a un comune monitor. Questa tecnologia rende il joystick in grado di vibrare e percepire movimento e la posizione delle mani del giocatore, rendendo ancora più precisa e dinamica l’esperienza videoludica.

Playstation VR: la nuova device di Realtà Virtuale della Playstation Pro

Sony presenta invece la sua tecnologia di punta, il device di Realtà Virtuale Playstation VR che consentono una totale immersione nel mondo di gioco. Il giocatore rischia quasi di dimenticarsi del mondo esterno mentre affronta giganteschi ragni nel deserto oppure mentre si muove in un tunnel degli orrori ambientato in un manicomio abbandonato. Urla, scatti improvvisi e forte tensione tensione e divertimento accompagnano chi prova per la prima volta uno strumento immersivo come gli occhiali della Sony. Un esempio che si può provare in anteprima è Farpoint,  di cui presentiamo un video.

Videogiochi e Sport

“Non stare sempre attaccato a quel televisore, esci un po’ di casa!” è l’avviso che ogni genitore ha rivolto almeno una volta al proprio figlio appassionato di videogiochi. Let’s Play cerca di avvicinare a modo suo i giovani allo sport con una serie di titoli quali FIFA 2017 o Pro Evolution Soccer 2017. Gli stand di questi giochi occupano un’intera area della fiera e invitano i curiosi a sfidare i campioni mondiali del pallone. Il realismo raggiunto è tale che, passando davanti alle postazioni, ho avuto per un attimo il dubbio di assistere davvero alla finale della coppa del mondo.

Sempre legato al mondo dello sport è il simpatico modo che Il Corriere dello Sport ha trovato per pubblicizzare la testata all’interno della manifestazione: due ragazzi vestiti da Holly e Benji, protagonisti di un manga giapponese anni ‘80, girano tra gli spettatori regalando una copia del giornale dedicata all’evento.

La divertente forma di pubblicità de “Il Corriere dello Sport

Non solo calcio, ovviamente: fanno la loro comparsa anche il basket (NBA 2K17) e la molto apprezzata forma di lotta del wrestling con WWE2K 2017.

Panel e Informazione

Molto interessante è l’aspetto informativo della fiera: ogni giorno si svolgono diverse conferenze che descrivono il mondo videoludico a 360°, consentendo dibattiti molto serrati tra chi il settore lo vive ogni giorno nei panni di produttore, sviluppatore o perfino videogiocatore professionista. Ho avuto modo di seguire Videogioco, anzi lavoro. Profili professionali e riconoscimento delle competenze durante la quale l’On. Cesare Damiano (Presidente Commissione Lavoro della Camera dei Deputati), Gian Marco Zanna (Ubisoft studios) e Massimo Bullo (Nintendo Italia) hanno affrontato con l’esperienza accumulata nell’ambito per illustrare la complessità del mondo videoludico e delle professionalità che si creano per produrre i titoli contemporanei.

Classici e Retrogamers

Dato che ogni innovazione si poggia sulle colonne del passato, anche Let’s Play non dimentica sempreverdi opere e personaggi come l’idraulico Super Mario in Mario Kart 8 Deluxe o come Link in Legend of Zelda: Breath of the Wild che ci riportano in nuovissime incarnazioni nei mondi colorati e variegati che ormai ogni appassionato conosce e apprezza. Atmosfere classiche si integrano con le attuali tecnologie fino a generare nuove e impagabili forme d’ intrattenimento.

Ciò che ha colpito di più il mio spirito di videogiocatore non giovanissimo è stata la sezione della fiera sulla storia del videogioco, o Retrogaming. Quasi in sequenza narrativa sono riproposti titoli risalenti all’alba dell’elettronica: riprendere in mano Pong e muovere una racchetta monocromatica su uno schermo a bassa risoluzione o sparare agli alieni di Galaga in un vortice a scorrimento orizzontale se non perfino affrontare il gorilla al Guido Reni District, ex caserma per portare in salvo la principessa, ha scosso sentimenti che pensavo ormai totalmente sopiti.

Videogiochi: quasi una nuova forma di cinema?

Interessante l’accostamento che la mostra fa tra cinema e videogioco. È possibile ammirare una ricostruzione in materiale plastico della creatura aliena di Ridley Scott e visionare un trailer del nuovo film Alien: Covenant, non senza qualche brivido freddo per le scene raccapriccianti che contraddistinguono l’intera saga. L’Istituto Luce ci propone l’installazione del regista Giancarlo Soldi per mostrarci “di che natura sono fatti i sogni” come il regista stesso descrive il suo lavoro. Non nego che vedere la propria immagine proiettata su uno schermo, riempita di immagini di celebri film del passato è d’impatto ed esteticamente molto stimolante.

Il realistico xenomorfo di Alien: Covenant di Ridley Scott

Contaminazioni tra cinema e videogioco sono comunque visibili in quasi tutti i titoli attuali, nei quali trama e realismo rivestono un’importanza non certo secondaria rispetto a giocabilità e divertimento. Girando per la fiera non è facile riconoscere i personaggi modellati in tre dimensioni dagli attori originali che li hanno ispirati e che, tramite innovative tecniche di Stop Motion, donano ai propri sosia non solo l’aspetto ma anche il movimento e, a mio avviso, un frammento della propria anima.

Formazione nel mondo videoludico e produzione indipendente

Ultimo ma non per importanza è un accenno alla sezione dedicata alle accademie del videogioco e all’industria indipendente: ospite d’eccezione è l’AIV Accademia Italiana del Videogioco, che si configura come una vera e propria scuola in grado di insegnare ai propri allievi tutte le competenze necessarie alla produzione di un videogioco. Mediante l’utilizzo di ambienti di sviluppo come Unity 3d e Unreal Engine e a suite di modellazione e animazione tridimensionale come Maya e 3ds Max, la scuola mira a formare professionisti in grado di competere anche nel cosiddetto “mercato tripla A”, ovvero nelle produzioni videoludiche di massimo livello, potendosi affacciare anche su professioni tecniche diverse da quelle del videogioco.

Alla manifestazione partecipano anche diversi produttori indipendenti: è stato molto interessante provare giochi prodotti autonomamente da ragazzi giovani che mostrano grande competenza e iniziativa benché non guidati da aziende di grande esperienza e capitale. Fanno venir voglia anche a chi come me lavora in ambiti più “seriosi” da diverso tempo, di gettarsi in questo mondo così pieno di sorprese e novità.

Interessanti e molto degni di nota sono gli stand tramite i quali la Regione Lazio pubblicizza le proprie iniziative nel settore. Il bando pubblico Generazioni rende disponibili, infatti, diversi fondi a start-up e imprese giovani con il fine di facilitare l’ingresso dei giovani a un mondo del lavoro ogni giorno più difficile da affrontare. Il FabLab della Regione si pone perciò come luogo d’incontro per tutti gli appassionati e interessati, oltre che ovviamente per i professionisti, fungendo da incubatore di idee e da luogo dove è possibile provare senza alcun costo equipaggiamenti innovativi come Oculus Rift, il dispositivo per la Realtà Virtuale attualmente più potente in circolazione. Potete vedere un video di presentazione che illustra alcuni recentissimi giochi studiati per questo prodotto.

Una manifestazione a tutto tondo

Sono rimasto davvero impressionato da Let’s Play. Dentro di me ero convinto che avrei trovato soltanto un luogo rumoroso pieno di ragazzini e nerd, invece la manifestazione sta riuscendo ad affrontare questa tematica così complessa come quella del videogioco in modo assolutamente competente, senza dimenticare aspetti che potrebbero in superficie sembrarvi slegati, come cultura e società. È importante tenere in considerazione che buona parte del pubblico del primo giorno della manifestazione era composta da studenti; ciò è indice del fatto che le scuole si sono rese conto che il videogioco svolge funzione anche “educativa” e vuole far conoscere i retroscena di un fenomeno relativamente recente, ma comunque ormai affermato.

Lego Worlds

Non va sottovalutato il fatto che la mostra è a pochi passi dal MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Forse il videogioco si può già considerare una nuova forma di arte contemporanea?

 

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