L’Ordine delle Cose: il film di Andrea Segre alla XXIII edizione di ISM

 

Vi diremo solo l’essenziale de L’Ordine delle cose di Andrea Segre, ma vi diremo come è nato e sopratutto come un progetto ideato tre anni fa sia stato profetico.

Lunedì 16 ottobre c’è stata la proiezione del film nell’ambito del Festival ISM che, vi ricordiamo, quest’anno ha come titolo Transiti.

Proprio di persone in transito nel nostro paese, parla il film di Segre.

Un film a metà tra e realtà e finzione; sì perchè la realtà sta nei dati raccolti dal regista-sociologo e dai suoi colleghi, che in tre anni hanno seguito e ascoltato i racconti di quelli che gli sbarchi li controllano, li monitorano, li limitano secondo la legge.

Le testimonianze e le vite senza nome di quei funzionari che stanno alle regole dello Stato svolgendo un lavoro delicato, curando l’ordine delle cose.

Dall’unione di più persone nasce il personaggio sullo schermo che, a differenza di quelli reali, per volere degli sceneggiatori, si troverà a rompere l’equilibrio attivando una delle funzioni narrative principali: contravverrà al divieto di conoscere personalmente un migrante.

Rotto l’equilibrio, si dipana la storia.

Fin qui è chiaro per tutti l’incontro, voluto tra realtà e finzione.

Ma quello che non si aspettavano gli autori e che ci hanno raccontato nell’incontro pomeridiano, precedente la proiezione del film, è di come quello che per loro nella finzione diveniva un paradosso, oggi con le nuove leggi sui migranti, sta divenendo realtà.

Un paradosso nato da un accordo tra due Paesi, il nostro e la Libia; un accordo in cui il primo è un Paese con un Governo e un’entità statuale legittima e riconosciuta, il secondo è un Paese ancora in guerra, dove coesistono più governi e dove c’è collusione tra Stato e Signori della Guerra.

– Il fatto è semplice – spiegano Francesca Mannocchi (reporter freelance che collabora con emittenti italiani come RAI3, LA7, SkyTG24, nonché testate italiane e internazionali quali: L’Espresso, Al Jazeera, Middle East Eye e Focus) e lo stesso Andrea Segre, – i Signori della Guerra sono lo Stato in Libia, quindi finanziare lo Stato libico per impedire gli sbarchi è finanziare chi provoca la crisi.  –

Ma oltre questo paradosso ce n’è uno più inaspettato, come dicevamo, per cui con la nuova legge Minniti anche chi vorrebbe solo transitare in Italia non lo potrà più fare.

Saranno tutti “rifugiati”.

Il che oltre a essere assurdo per chi ha addosso questa etichetta, lo è per chi deve far rispettare la legge e per noi comuni cittadini.

La questione ha ragioni profonde, un male moderno rappresentato  dalla risposta errata all’indole umana, gli uomini non hanno bisogno di confini e di limiti.

Tanto più saranno strette le maglie della rete, tanto più ci saranno squarci.

Intanto vi consigliamo di vedere L’Ordine delle cose e di continuare con noi a seguire Immagini dal Sud del Mondo.

Pamela Mattana

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Foto: courtesy Festival ISM

Video: dal profilo YouTube di Andrea Segre

Scheda del film

Interpreti: Paolo Pierobon (Corrado Rinaldi), Giuseppe Battiston (Luigi Coiazzi), Valentina Carnelutti (Cristina, la moglie di Corrado), Olivier Rabourdin (Gérard), Fabrizio Ferracane (Terranova), Yusra Warsama (Swada), Roberto Citran (Grigoletto), Fausto Russo Alesi (Il Ministro), Hossein Taheri (Mustafa Abdelladib)
Regia: Andrea Segre
Soggetto e sceneggiatura: Marco Pettenello, Andrea Segre
Direttore della fotografia: Valerio Azzali
Montaggio: Benni Atria
Musiche: Sergio Marchesini
Scenografia: Leonardo Scarpa
Costumi: Silvia Nebiolo
Suono: Alessandro Zanon, Alessandro Palmerini
Organizzatore generale: Giacomo Gagliardo
Aiuto regia: Alessandra Gori
Produttori: Francesco Bonsembiante, Antoine de Clermont-Tonnerre
Casa di produzione: JOLEFILM con RAI CINEMA, in coproduzione con MACT Productions, SOPHIE DULAC PRODUCTIONS

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