Meet the media Guru: Victor Perez ha presentato al MFF2017 il suo video Echo, girato da un robot

Si è da poco concluso Il Milano Film Festival 2017, ormai giunto alla sua ventiduesima edizione. Un programma ricco e variegato quello di quest’ultima edizione, che si è svolta dal 28 settembre all’ 8 ottobre con alcuni eventi speciali per hi-tech. Nell’ambito della programmazione per gli eventi digitali del festival, E-goTimes ha partecipato all’incontro Meet the Media Guru, con Victor Perez, un regista, produttore, nonché visual effect supervisor di fama mondiale.

Chi di voi non ha sentito mai parlare di film come Il cavaliere oscuro-il ritorno, Harry Potter e i doni della morte, Rogue One: A Star Wars Story? Questi sono solamente alcuni delle produzioni per cui ha lavorato Victor Perez.

In occasione del Milano Film Festival 2017 il film-maker ha deciso di presentare in anteprima italiana il suo ultimo progetto da regista: il cortometraggio Echo.

Echo è il primo film in cui sono utilizzati dei robot programmati per essere utilizzati come telecamere. Così ha commentato il regista spagnolo riguardo al visual effect dello specchio nel cortometraggio:

Non c’è nessuno specchio, non abbiamo mai usato uno specchio per girare. L’effetto è realizzato grazie all’ausilio di un’altra telecamera che registra il riflesso dell’altra. Sebbene possa sembrare facile e banale questo processo di mirroring è invece assai elaborato e richiede lunghi tempi di post produzione, visto che praticamente tutto il cortometraggio prende forma in questo modo”.

Uno degli scopi principali del progetto è quello di raccontare una storia molto semplice, basata su un’esperienza reale vissuta dal regista ed “esplorare la qualità narrativa e tutte le potenzialità a livello di storytelling che può avere questa tecnologia”.

Incontro con Victor Perez / © Alessandra Gennari

L’intero cortometraggio è stato registrato utilizzando solamente 5 piani sequenza nell’arco temporale di due anni. Esso ha rappresentato una sfida ed è proprio questa che, secondo il produttore e regista, motiva e sprona i video-maker di nuova generazione. Il suo intento è stato quello di produrre qualcosa di mai visto prima, in un processo di crescita personale e comunitario.

Un progetto personale, Echo, che si è trasformato in uno internazionale di cooperazione. Immagini piene di pathos, che raccontano oltre le parole e dove i dettagli restano importanti, ma non fondamentali.

Victor Perez ha deciso di usare la tecnica CG, computer graphics in iperrealismo, per modificare l’ambiente, la realtà, l’arco temporale. Il cinema non ha più il compito di catturare la realtà. Siamo nel “Rinascimento dei visual effects”, adesso con il computer possiamo dare libero sfogo alla fantasia.

Per il progetto il regista si è ispirato a un noto dipinto di CaravaggioLa vocazione di San Matteo; è proprio dalla contemplazione di questo quadro che è nata in Victor Perez l’idea di produrre qualcosa di visivamente coinvolgente attraverso la tecnologia. Cosa posso fare io per alterare la realtà in modo sottile e per aiutare a raccontare una storia? Questa è la domanda che si è posto.

Caravaggio nel dipinto non fa provenire la luce da una finestra. Il pittore non disponeva dei mezzi tecnologici odierni, eppure l’impatto visivo sull’osservatore è forte. Nel cinema contemporaneo, grazie alle sofisticate tecnologie a disposizione, è possibile ampliare al massimo tale impatto sullo spettatore. Un regista oggi ha il dovere di saper trarre il massimo vantaggio dalle potenzialità che la tecnologia offre.

L’arte è in costante evoluzione, l’uso del digitale è come un pennello che da solo non fa nulla, deve essere diretto da noi, bisogna coltivare la testa. Quando si possiede un talento si ha il dovere di sfruttarlo, perché esso è un dono.

Lucrezia Marcosignori

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Foto: courtesy MFF2017 / ©  Alessandra Gennari

Trailer: courtesy Masked Frame Pictures

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