Monica Bolzoni: La poetica del semplice in mostra alla Galleria Nazionale di Roma

 

A Monica Bolzoni e al suo storico marchio Bianca e Blu è dedicata l’esposizione ospitata dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, che racconta l’esperienza trentennale di moda della designer milanese degli anni ’80, con l’intento di esplorare concettualmente il processo che ha animato la sua articolata esperienza creativa.

La poetica del semplice è l’ingrediente che ha nutrito e animato il lavoro di Monica Bolzoni, protagonista sui generis della storia della moda italiana e internazionale, dando vita a un linguaggio personale raggiunto operando scelte fortemente selettive, coerenti con la sua personalità libera e indipendente.

Monica Bolzoni
Orecchino forchetta di Bianca e Blu
© ECAL / Nicolas Polli
Oggetto della sua ricerca sono gli archetipi del femminile, secondo un preciso studio di forme modulari per giungere allo sviluppo di un canone di eleganza contemporaneo, sofisticato e sintetico che esalta il corpo reale della donna.

Monica Bolzoni
Mantella rossa in PVC e mantella in panno di lana blu navy di Bianca e Blu
© ECAL / Yuliya Khan e/and Maria Tasula
La mostra, a cura di Anna Di Cesare, si inserisce nel percorso di valorizzazione degli archivi avviato da tempo da parte della Galleria Nazionale, nell’ottica di una trasversalità di interessi che caratterizza l’offerta culturale.

Monica Bolzoni
Mantellina in panno di lana blu navy con croce in PVC rosso; colletto piatto in nylon; Eros, abito in jersey di lana blu navy di Monica Bolzoni
© ECAL / Yuliya Khan e/and Maria Tasula
L’acquisizione del fashion archive cartaceo di Monica Bolzoni (bozzetti,
pubblicazioni, fotografie) da parte di un’istituzione come la Galleria Nazionale, rappresenta un rilevante riconoscimento del ruolo culturale svolto dal design di moda nonché un tassello importante nel dibattito contemporaneo che di recente si interroga sugli archivi di moda, sempre più veri e propri dispositivi di archeologia del presente, patrimoni ideali e collettivi condivisi.

Monica Bolzoni
Tuta in nylon blu di Bianca e Blu
© ECAL / Senta Simond e/and Laura Zoccarato
L’archivio di moda è catalizzatore di una serie di dinamiche creative e attivatore di processi immaginativi, display per un percorso espositivo che mette in luce le tracce del lavoro di Monica Bolzoni all’interno dello scenario della moda italiana e internazionale. Una storia al femminile della sua indipendenza come designer e del suo marchio Bianca e Blu.

Monica Bolzoni
Collare plissé in rafia laccata nera
© Marcello Formichi, Polo museale della Toscana / Pinacoteca di Siena
A partire dalla favola e dalla letteratura come punto di partenza del vestito-pensiero, sintesi ideale della poetica e delle ispirazioni di Monica Bolzoni, la mostra consente di entrare in contatto con gli elementi narrativi che concorrono a creare le costellazioni che costituiscono la grammatica e il linguaggio della moda peculiari nella visione della designer.

Monica Bolzoni
Kronos, abito lunghissimo in pannolenci rosa con fiocco in pannolenci ricoperto di PVC
© ECAL / Senta Simond e/and Laura Zoccarato
Il gioco, il vestito modulare, le forme geometriche, i colori come valori – temi che Monica Bolzoni sviluppa durante tutta la sua carriera, rifiutando sempre ogni forma di stilismo a favore del design, della progettualità come cifra personale e artistica. Il design è progetto: gioco e creatività che si fondono con la ricerca tecnica e l’innovazione per dar vita a capi piacevoli e funzionali, ma sempre e comunque immediatamente riconoscibili nella loro costruzione del semplice come valore imprescindibile.

Monica Bolzoni
Tailleur e cappotto Cristallo in pannolenci di Bianca e Blu
© ECAL / Senta Simond e/and Laura Zoccarato
Le diverse sale del percorso espositivo esaltano uno o più temi cari all’immaginario simbolico della designer, il total look viene scomposto in tutte le sue parti per offrire una restituzione artistica e sentimentale del design di moda. Dai capi iconici ad una selezione di scarpe e cappelli, dalle piume, i colletti ai guanti delicatamente dipinti a mano, le produzioni di Monica Bolzoni Moda Designer si intrecciano qui con testimonianze dell’archivio cartaceo, ricchissimo corpus che raccoglie articoli, bozzetti, scritti, editoriali di moda, raccolti durante gli anni dalla designer. Si aggiungono anche i tessuti e le loro texture, ambito di ricerca e sperimentazione, che rivela il rapporto affettuoso e affettivo con la progettazione – il pvc, il jersey, il nylon, il lenci.

Monica Bolzoni
Kronos, lunghissimo vestito in satin verde con fiocco in satin ricoperto in PVC di Bianca e Blu
© ECAL / Marvin Leuvrey
Nelle parole di Monica Bolzoni, i suoi sono pezzi d’affezione, pensati con l’intento di essere complementari e combinabili, sfidare il tempo nell’ottica della sostenibilità. Un lusso del semplice, che si ritrova anche nel concetto esplicitato di basic, e l’attenzione sviluppata verso il concept della divisa rivisitata, con cui la designer gioca nel sovvertire l’ordine simbolico dato.

Monica Bolzoni
Spolverino doppiopetto in lamé dorato di Bianca e Blu
© ECAL / Marvin Leuvrey
Diverse le collaborazioni che Monica Bolzoni intesse e intreccia con il mondo dell’arte, che ritroviamo in mostra attraverso immagini e capi appositamente creati dalla stilista per performance di Vanessa Beecroft, Letizia Cariello, Fanny & Alexander, Claudia Losi e Cesare Viel. Monica Bolzoni e la sua Moda Design schiudono un particolare punto di vista e di indagine sul pensiero e progetto moda, che soprattutto oggi, nel qui e ora offrono fondamentali spunti di riflessione sul design, la progettazione e la creatività come grammatica e sintassi del futuro.

Monica Bolzoni
Vagabond, impermeabile in PVC trasparente di Bianca e Blu
© ECAL / Marvin Leuvrey
La mostra si avvale del prezioso contributo degli allievi di Accademia Costume & Moda (ACM) che, a fianco di Monica Bolzoni, contribuiranno durante tutta la fase di allestimento. Inoltre, ACM lavorerà attivamente nell’ideazione degli incontri per il pubblico, che faranno parte del programma di eventi di approfondimento sulle tematiche della mostra.

Monica Bolzoni
Collare plissé in lamé dorato
© Marcello Formichi, Polo museale della Toscana / Pinacoteca di Siena
Il libro catalogo realizzato nel 2018 da ECAL / Ecole cantonale d’art de Lausanne, e stampato da Rizzoli e curato da Davide Fornari e Régis Tosetti, con testo critico di Vittoria Caratozzolo, contiene una ampia rassegna di immagini, eventi e contributi che hanno accompagnato il percorso professionale di Monica Bolzoni. Alcune delle foto, realizzate appositamente per il libro, sono esposte nella mostra.

La vita di Monica Bolzoni

La sua carriera nel mondo della moda inizia nel 1970 nel prêt-à-porter parigino, come responsabile del prodotto e dell’immagine di Franck Olivier.

Tra il 1975 e il 1980 è fashion coordinator per Fiorucci in Italia, poi a New
York e Los Angeles. Grazie all’esperienza negli Stati Uniti entra in contatto con l’avanguardia artistica di Andy Warhol e la Factory.

Rientrata nel 1980 in Italia apre a Milano il suo primo negozio Bianca E Blu (BB1), il focus delle sue collezioni è un attento studio del rapporto abito/corpo.

Nel 1984 nasce il secondo spazio, BB2 per la produzione di capi di alta sartoria. Oltre a conquistare l’attenzione della stampa e di un pubblico internazionali, collabora con grandi fotografi, tra i quali Watson, Barbieri, Newton.

Nel 1985 apre La Sartoria, un atelier dove mette in pratica la sperimentazione di materiali innovativi, come tessuti metallici e resinati, nylon e jersey, e alla progettazione di stampe, pitture e colori.

I suoi must sono un total look modulare e un nuovo concetto di basic al femminile, molto curato nei dettagli, che Monica Bolzoni chiama capi d’affezione, in controtendenza alla moda degli anni ‘80.

Nel 1989 collabora con Mitsubishi, con l’apertura di un negozio Bianca e Blu ad Aoyama-Tokyo.

Durante gli anni ‘90 sviluppa un rapporto sempre più intenso con l’arte, il cinema e il teatro d’avanguardia. Collabora con Vanessa Beecroft, Letizia Cariello, Claudia Losi, Cesare Viel e nel teatro con Fanny & Alexander.

Nel 2001 collabora con la rivista “Case Da Abitare” per cui cura le seguenti rubriche: Casa Di Bambola, Casa Bianca Casa Blu, La Casa Bianca e La Casa Blu. Progetta e realizza, inoltre, il design della shopping-bag utilizzata nella campagna per il rilancio della rivista.

Nel 2005 Monica Bolzoni ottiene una cattedra per dirigere il Laboratorio di introduzione al design del vestito, presso il Corso di Laurea in Design della Moda, Facoltà di Design e Arti, Università IUAV di Venezia.

Tra il 2009 ed il 2011 è impegnata nel nuovo progetto Bianca e Blu-BBland, un atelier polifunzionale per nuove idee e nuovi eventi dove continua la sperimentazione e la sartoria per la personalizzazione di capi unici.

Monica Bolzoni
Ritratto di Monica Bolzoni in abiti Bianca e Blu
© Maria Mulas
Il percorso della mostra

La mostra articolata su due piani espone dagli abiti più significativi della sua produzione (Sherazade, Brigitte, Grace per citarne alcuni) agli accessori e bijoux, all’ampia ricerca dei tessuti prodotti appositamente sulla base di studi che accanto a disegni originali e fotografie, alcuni selezionati dall’archivio cartaceo Bianca e Blu donato alla Galleria, completano la narrazione. Sempre al primo piano, verranno esposti i capi della collezione permanente della Pinacoteca Nazionale di Siena.

Non mancano i progetti a tema come le divise, “I like bike”, capi realizzati come pezzi di insieme che costituiscono un guardaroba completo, o nel caso della collezione prodotta per la mostra Mai dire Mao! Servire il Pop dove vengono rivisitate le divise e gli accessori indossati dalle interpreti del balletto “Il distaccamento femminile rosso”.

Il secondo piano è riservato alle collaborazioni con il mondo dell’arte e del teatro d’avanguardia, con l’esposizione di documenti di archivio, tra cui disegni, foto e video, insieme a capi e accessori pensati e prodotti non per la vendita ma per le performance degli artisti come Vanessa Beecroft (VB17-21, 1995/1996), Letizia Cariello (My Sister is Always with me, 2003), Fanny&Alexander (Amore,2007; There’s no place like home, 2009; K313, 2007) Cesare Viel (To the Lighthouse, Cesare Viel as Virginia Woolf,
2005) e Claudia Losi (About Proximity, 2016). Presenti anche alcune opere originali gentilmente prestate per questa esposizione.

A completamento del percorso narrativo, la galleria con foto e redazionali dall’archivio Bianca e Blu che documentano l’ampia produzione e rilevanza nelle riviste importanti di moda, come Vogue, con reportage di fotografi e fashion editor del calibro di Albert Watson, David Bailey, Helmut Newton, Manuela Pavesi, Alice Gentilucci, e molti altri.

L’esposizione riunisce una selezione del patrimonio di recente acquisizione da parte della Galleria Nazionale a fianco di materiali provenienti dalla Pinacoteca Nazionale di Siena e dall’archivio personale di Monica Bolzoni può essere visitata fino al 27 febbraio.

Immagine in evidenza: Modello in loden con inserti in jersey tecnico, cuffia in jersey tecnico di Bianca e Blu © ECAL / Yuliya Khan e/and Maria Tasula

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