Il palco si tinge di mistero. La prospettiva “Noir” di Enza Li Gioi.

Vincenza Li Gioi, fondatrice del noto caffè letterario Lettere e caffè, nel cuore di Trastevere, è autrice e scrittrice goriziana e vive a Roma da molti anni.
Artista eclettica e in continuo fermento, Enza ha all’attivo tre romanzi: “Civico 38”, “Amici di Penna” e “Il Posto dei Palloncini e ha firmato deliziose commedie noir, portate in scena in diversi teatri romani con successo.
Infatti, dopo il debutto romano di “A chi gioverebbe- Delitto e castigo in una casa di piacere” e “Soap Operetta”, spettacolo ispirato alla figura di Leonarda Cianciulli, meglio conosciuta come la saponificatrice di Correggio, Enza è anche autrice di “Clair de Lune”, ironica commedia dai risvolti inaspettati, in scena al Teatro Testaccio dal 26 al 29 gennaio scorso.
L’intreccio della commedia è apparentemente semplice e leggero: una notte di luna piena e il desiderio di ritrovarsi e riscoprirsi nuovamente complici come anni prima, unisce il destino di due donne, amiche da sempre.
Ida e Lea, si ritrovano infatti a condividere riflessioni, ricordi e segreti mai confessati sulla riva del Tevere, approfittando di un momento di serenità e dell’assenza dei due rispettivi mariti.
La pacifica e “romantica” chiacchierata notturna tra le due donne, ha tuttavia un finale inquietante e decisamente inaspettato.
Le due protagoniste, infatti, interpretate da Eleonora Manara e Eleonora Salvadori, condividono molto di più di un segreto e nessuna delle due, ha il coraggio di rivelarlo all’altra.
L’effetto sorpresa, è l’ingrediente che unisce le opere noir firmate da Enza Li Gioi: la trama delle sue commedie sembra scorrere senza intoppi particolari, ma il finale presenta risvolti sorprendenti e spesso grotteschi.
In “A chi gioverebbe”, l’epilogo inaspettatamente tragico portava con sé una spinosa questione sociale, apparentemente sullo sfondo per il tono giocoso, ironico e scanzonato della commedia.
“Soap operetta”, giocava invece sulla apparente normalità della protagonista, mamma amorevole e donna affabile, capace però di trasformarsi in un mostro in grado di commettere orribili delitti.
In “Clair de Lune”, lo spettatore non può lontanamente immaginare l’epilogo tragicomico della divertente commedia: gli sguardi, i gesti, le parole di Ida e Lea, infatti, evocano un finale più lineare e meno complesso e il colpo di scena rende lo spettacolo scoppiettante e insolito.
Il genere “commedia noir” non è molto diffuso, e Vincenza Li Gioi, riesce a regalarci spettacoli vari e originali, conditi da un buon mix di comicità, attenta analisi e una punta di ironia.
L’ultimo lavoro dell’autrice è “Emma B.”, che debutterà al teatro lo Spazio di Roma dal 28 febbraio al 5 marzo: lo spettacolo, è una trasposizione moderna e ironica di Madame Bovary ambientato in Francia ai nostri giorni.
La protagonista è una seduttrice impacciata intrappolata nel suo stesso ruolo e vittima delle sue frustrazioni: la chiave dissacrante con cui Emma è descritta dall’autrice, permette tuttavia allo spettatore di entrare in empatia con la sua goffa sensualità.
Rimaniamo in attesa di vedere Emma B. al Teatro Lo Spazio di Roma, che riserverà risate e inaspettati colpi di scena.

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