Rome Is My Runway #2: cinque marchi laziali in una sfilata collettiva

 

I quattro giorni di Altaroma 2019 si sono conclusi con Rome Is My Runway #2, la sfilata che unisce interpretazioni diverse di menswear e womenswear su un’unica passerella. Vogliamo ricordare con questo post gli highlight di questo interessante fashion show.

Per l’ultima giornata dell’evento #Altaroma2019, la sala 2 di Pratibus District ha ospitato cinque rappresentazioni di quello che è il fermento artistico ispirante della città eterna. Come suggerisce il titolo del progetto, Roma è la “passerella” di Aroma30, Gall, Italo Marseglia, Morfosis e Roi du Lac, i qualli hanno deciso di rendere omaggio alla bellezza monumentale ed eclettica della capitale.

All’apertura della sfilata, il cortometraggio dal nome DI ROMA E DI MODA prodotto da Willy The Whale, realizzato da Francesca Pietrogrande e Anna Lottersberger, ci racconta delle contraddizioni di Roma, il suo essere romantica ed intrisa di storia, ma allo stesso tempo trasandata e malinconica. Il connubio tra tradizione e novità avvolge tutti i settori, ma in particolare quello della moda: negli Atelier è importante prendersi del tempo lontano dal caos della città, per creare un’opera d’arte che sia di buona fattura e che ricordi i grandi classici, apportando sempre un tocco di innovazione.

Il primo brand a sfilare è di Alessandra Cappiello, fashion designer romana e fondatrice del marchio Morfosis, la quale ritorna alle sue origini dopo un lungo tour nelle maggiori capitali della moda internazionale, con capi indossabili che catturano lo spirito di ognuna delle donne che li indossa, innescando una vera e propria metamorfosi interiore.

 

Tutti i tessuti sono stati trattati da laboratori italiani, con metodi tradizionali della “vecchia scuola” e facendo attenzione ad ogni singolo dettaglio.

Italo Marseglia, come già raccontato in quest’articolo a lui dedicato della nostra inviata Cecilia Mostacci, è un brand che fa dell’up-cycling una filosofia di vita, decidendo di creare una collezione dal gusto retrò che racconta di donne e uomini viaggiatori, che chiacchierano e passeggiano sulla passerella in abiti raffinati.

Obiettivo dello stilista è riportare in auge la capacità sartoriale italiana di unire l’intramontabile tradizione alle necessità del mondo odierno.

A seguire ci viene presentato Roi du Lac, marchio dal nome francese e dallo spirito scozzese, ma dall’identità 100% italiana.


Parole chiave della collezione: colori pastello. La maggior parte dei capi presentati in passerella sono disegni dipinti a mano da uno dei fondatori, Marco Kinloch, per poi essere trasformato in stampa su tessuto.


Ogni fantasia racconta di un viaggio, e ogni colore cela dietro di sé un ricordo di tali avventure.

Oltre ad Italo Marseglia, per quanto riguarda il menswear, c’è GALL, un brand nato nel 2014 dai suoi fondatori Justin Gall e Chiara Nardelli Gall, i quali decidono di fondere la moda e i loro studi nel campo del design grafico.


I capi realizzati per la passerella di Altaroma sono moderni, geometrici, accentuati dalle linee astratte delle stampe create dagli stessi fondatori.

In chiusura è il turno di Aroma30, con capi ottenuti da tessuti interamente riciclati, lavorati con metodi no-waste e tinti solamente con l’ausilio di spezie e piante tintorie; Tale manifattura è stata affidata a piccoli laboratori locali, nei quali ogni capo è commissionato su richiesta.


Aroma30 segue la filosofia seasonless, e in questa particolare occasione, decide di accostare capi inediti a pezzi continuativi del brand di Michela Fasanella.

Ormai i riflettori si sono spenti, la musica si è affievolita e le file del parterre sono vuote nel Pratibus District, ma grazie alle immagini sinestetiche dei designer nelle loro capsule collection, riusciamo a capire ciò che Roma e tutto il territorio laziale significhi per questi talentuosi artisti, che con cura, impegno e ricercatezza, hanno deciso di omaggiare l’italianità alla settimana della moda di Roma.

Lucrezia Reale

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