InQuiete festival: un successo inaspettato per la prima edizione della rassegna

Il festival InQuiete, manifestazione dedicata alle scrittrici, si è concluso Domenica 24 Settembre alle ore 23:00, accogliendo più di 5000 tra visitatori e visitatrici. Un evento straordinario, che ha lasciato il segno nell’isola pedonale del Pigneto, precisamente tra la Biblioteca Goffredo Mameli di Roma e la Libreria delle donne Tuba.

Per le curatrici del progetto è stato un successo che è andato aldilà di ogni aspettativa: più di 70 ospiti e oltre 50 fra reading, incontri, laboratori per adulti e bambini, proiezioni, teatro e musica.

Il pubblico, con più di 1.500 persone al giorno, ha partecipato ai moltissimi appuntamenti quotidiani, previsti nel programma.

“L’Arminuta Donatella di Pietrantonio”

Il festival, che si è articolato in tre giornate, ha raggiunto ancor maggiore visibilità grazie alla strategia e al potere dei social, in particolar modo dei canali Facebook e Instagram.

Ogni canale era dedicato a un racconto peculiare di InQuiete: su Facebook, per esempio, sono state realizzate dirette, articoli di approfondimento, ritratti fotografici delle lettrice e dei lettori che hanno visitato il festival.

Instagram, invece, è stato dedicato alle autrici e agli incontri.

La diretta Facebook più seguita, che ha raggiunto più di 2000 visualizzazioni, è stato l’incontro “Helena Janeczek: La ragazza con la Leica. Dialogo con Daniela Brogi e letture di Sylvia De Fanti”, mentre il post di maggiore successo ha raggiunto oltre 9.300 persone.

Uno degli eventi di InQuiete

Decisamente numeri importanti per una rassegna tutta al femminile, che ha portato alto il valore di tutte le donne.

Noi di E-go Times abbiamo avuto il piacere di intervistare le responsabili di InQuiete, nonché titolari della Libreria delle Donne Tuba.

Grazie al loro aiuto abbiamo voluto approfondire ulteriori aspetti interessanti della manifestazione.

Qui di seguito la nostra intervista.

Il festival InQuiete si è svolto nel quartiere Pigneto di Roma, dal 22 al 24 Settembre 2017. A pochi giorni dalla chiusura della rassegna, sapete dirci le vostre impressioni riguardo l’andamento di quest’ultima?

Siamo molto soddisfatte, è stato un grande successo di pubblico e di stampa. L’intero quartiere ha partecipato con entusiasmo alla rassegna e ci hanno raggiunto anche tantissime persone da altri quartieri e da altre città di Italia, un gruppo di donne da Palermo, per esempio, un altro da Torino, un altro da Modena. È stato emozionante. Le ospiti sono state molto colpite come noi dal calore e dalla partecipazione delle persone.

Potete raccontarci lo svolgimento di uno dei molteplici eventi presente nel programma?

Abbiamo avuto diverse tipologie di eventi: tavole rotonde, presentazioni di libri, laboratori per ragazzi, colazioni e pranzi con le autrici, ritratti di signora dedicati alle grandi scrittrci del passato, tutti caratterizzati da un’energia e una passione travolgenti.

Alla rassegna erano presenti autrici e scrittrici molto amate dalle ideatrici di InQuiete, e dunque da voi. Vi andrebbe di dirci qual è, o quali sono eventualmente le vostre preferite e per quale motivo?

Non abbiamo scrittrici preferite, riteniamo in generale che esistano libri belli e libri poco riusciti, abbiamo scelto di raccontare quelli che in questo momento per noi sono romanzi significativi per la letteratura contemporanea.

InQuiete è un potente inno alle donne. Credete di aver diffuso messaggi importanti affinché l’immagine femminile venga maggiormente rispettata nella nostra società?

Abbiamo cercato di dare maggiore spazio e visibilità alle scrittrici, abbiamo provato a illuminare con maggior forza la parola delle donne. Speriamo che questo possa generare nuove riflessioni sulla situazione delle donne in Italia e nel mondo.

Vi andrebbe di raccontarci come è nata la “Libreria delle Donne Tuba”?

Tuba nasce da un’esigenza di autodeterminazione, volevamo fare una cosa che fosse piena di senso, gestita, pensata e desiderata. Chi nasce al mondo del lavoro nel precariato ha molto meno tempo per investire nella politica, poi lo fai lo stesso, ma è difficile assicurare continuità quindi, visto che da circa un anno e mezzo aveva chiuso la storica libreria delle donne e ci sembrava che fosse qualcosa che mancava, con il finanziamento di un bando per l’imprenditoria femminile abbiamo aperto Tuba con l’idea che doveva essere un progetto politico ma anche imprenditoriale, economicamente sostenibile. Oltre a essere una libreria, da Tuba si possono trovare giocattoli colorati, non necessariamente fallici, pensati per il piacere delle donne, il più possibile disegnati e prodotti da donne. C’è un’attenzione al design, al materiale con cui sono fatti e anche a come vengono presentati. Tuba è un posto senza malizia, nel senso che noi non vogliamo sedurre ma invitare alla conoscenza di sé e alla condivisione di questa conoscenza. Qui puoi essere propositiva.

Quali sono state le carte vincenti che hanno consentito la realizzazione di una rassegna così importante?

Il gruppo di lavoro unito e determinato, il sostegno di amiche, amici e parenti e di un’intera comunità che ruota intorno a Tuba e che crede nel nostro progetto e nel nostro lavoro.

Pensate di promuovere ulteriori incontri di questo genere nei prossimi mesi e/o anni?

Sì, ci piacerebbe, non sappiamo ancora come, ma ci stiamo lavorando.

Avete riscontrato difficoltà nell’organizzazione di inQuiete? Qualora ce ne fossero state, sapreste indicarcele?

Le maggiori difficoltà sono sempre le risorse economiche, abbiamo organizzato una raccolta fondi, ma non basta. Sarebbe bello poter avere il sostegno di enti pubblici e sponsor privati.

Avete inoltre qualche simpatico aneddoto da raccontarci?

Un aneddoto in particolare no, ma ci siamo divertite moltissimo e questo ha reso il festival ancora più bello!

Ci teniamo inoltre a ricordare che InQuiete è stato selezionato da “Produzioni dal Basso” di Banca Etica fra i dieci progetti più innovativi del 2017 ed è stato possibile grazie al sostegno di coloro che hanno partecipato alla campagna di crowdfunding.

Se volete schiarivi ancora qualche dubbio su questo magnifico festival, potete andare sul sito www.inquietefestival.it.

Ringraziamo nuovamente coloro che hanno realizzato tale progetto, augurando il meglio per gli eventi a venire.

Sara Tiso

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Immagine di copertina e all’interno dell’articolo gentilmente concesse dalle responsabili di InQuiete

 

 

 

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