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Urbanista Austin 2: li ho provati e… oddio perché costano solo 39€?

Ok, partiamo dal presupposto che io sono il tipo di persona che perde le cuffie almeno una volta a settimana. Quindi quando ho messo le mani sugli Urbanista Austin 2 la prima cosa che ho pensato è stata: “bene, almeno se le perdo non piango”. Spoiler: non le ho perse, e ora capisco perché.

Unboxing (aka: apri la scatola e basta)

La confezione è pulita, minimal, col colore scelto stampato sopra, io ho preso il colore Acid Green perché sì, l’estetica prima di tutto. Dentro trovi la custodia di ricarica e gli auricolari. Punto. Niente cavetto USB-C in confezione, ma dai, chi di noi non ne ha già quattordici in giro per casa?

La custodia è piccola tipo uovo di cioccolato (58 x 24 x 50 mm, 30 grammi), e gli auricolari pesano 3,3 grammi l’uno. Letteralmente non si sentono sull’orecchio. Più di una volta ho pensato “aspetta, li ho ancora?” – e sì, erano ancora lì.

Connessione: più veloce di me che rispondo ai messaggi

Apri il case → escono → si connettono. Non c’è altro da aggiungere. Grazie al Bluetooth 6.0 con Multipoint, puoi stare collegato a telefono e laptop contemporaneamente, e quando arriva una chiamata mentre guardi un video non devi fare nessuna acrobazia da menù impostazioni. Funziona e basta.

Il suono: bassi sì, audiofili no

Sono Open-Fit, quindi niente gommini che ti isolano dal mondo come se fossi in un bunker. Senti ancora quello che ti succede intorno, ideale se cammini per strada e non vuoi essere investito da uno scooter. I bassi sono belli presenti, il pop e l’elettronica suonano benissimo, i podcast si sentono chiari.

Se sei il tipo che ascolta jazz strumentale alle 2 di notte con le lacrime agli occhi e vuole sentire ogni singolo respiro del sassofonista… forse guarda altrove. Ma se il tuo Spotify Wrapped dice “Pop, Dance, Hip-Hop” per il quinto anno di fila, questi fanno al caso tuo.

Non c’è app, non c’è equalizzatore integrato, usi quello di Spotify e vai avanti con la vita.

Telefonate: dignitose (con condizioni)

In casa o in ambienti tranquilli? Perfette. Sul bus con 40 persone che parlano? Il microfono MEMS fa del suo meglio, ma non aspettarti miracoli. Con il vento forte siamo sul territorio “scusa non ti sento” . Onesto per la fascia di prezzo, però.

Batteria: qui si vola

5 ore di ascolto continuo + 25 ore totali con la custodia. Se fate un viaggio Roma-Milano senza ricaricare nulla, arrivate con ancora succo. Per chi non lo sapesse, quello è tipo il test definitivo per qualsiasi auricolare. Promossi.

IPX4: sopravvivono alla tua vita

Palestra? ✓

Acquazzone improvviso? ✓

Lasciarli sul bordo del lavandino? ✓

Andarci sott’acqua? Eh no, quello no.

Il verdetto finale

A 39 euro gli Urbanista Austin 2 sono assurdi in senso positivo. Non fanno nulla di rivoluzionario, ma fanno tutto quello che devi fare. Lo fanno bene, con stile, in cinque colori fighi e senza farti sentire in colpa quando li butti in borsa alla rinfusa.

Se vuoi le cuffie col noise cancelling spaziale e l’app che ti dice quante calorie hai bruciato ascoltando Drake, spendi di più. Ma se vuoi qualcosa di leggero, bello, duraturo e che funzioni dal secondo zero, questi sono il tuo prossimo acquisto.

Voto: 8/10 — meno 2 solo perché vorrei che costassero anche meno, ma onestamente non so come farebbero.


– di Francesco Evangelisti