Roma Bar Show 2019: buona la prima

Lo scorso 24 settembre si è chiuso al Palazzo dei Congressi dell’Eur il Roma Bar Show, una due giorni inedita, almeno per l’Italia, dedicata al beverage e alla mixology industry. L’evento e il suo grande successo altro non sono che la conferma dell’apertura, ormai totale, dei nostri usi e consumi a una nuova cultura.

Il cambiamento, dirompente negli ultimi anni, ha visto infatti il rapporto tra consumatore e barista, poggiare su un nuovo equilibrio: per rendere l’idea si passa dal “barista faccia lei, al barista voglio questo e lo voglio con quello!”. Partiamo però con l’analisi del grande “contenitore” che è stato il RBS 2019, e proviamo a spiegare a fondo l’evento e ciò che ha significato.

Iniziamo con quello che raccontano i dati ufficiali, ossia che il RBS è stato in primis un gran successo, con più di 150 aziende espositrici, 180 stand e ingressi superiori le 9.600 unità. Un numero altissimo, quest’ultimo, che serve approfondire per scoprire e portare alla luce un altro dato essenziale, ossia il boom di visitatori-consumatori: pur pensato principalmente come occasione d’incontro per produttori e lavoratori del settore, lo show ha infatti accolto numerosi liberi appassionati, a dimostrazione del fatto che la cultura del beveraging non è più materia esclusiva degli addetti ai lavori.

Proseguendo nel nostro approfondimento, il bar show romano è stato un evento mastodontico, labirinto di stand, aree tematiche ed eventi susseguitisi incessantemente dall’inizio alla fine della due giorni. A far da cintura all’evento c’è stato il cosiddetto side show, una serie di appuntamenti collaterali che hanno visto alcuni tra i migliori locali di food e beverage romani aprire le loro porte con ospiti o incredibili menù dedicati. Un side event abbastanza d’impatto è stato, tanto per rendere l’idea, la degustazione allestita dall’Hotel De Russie che per l’occasione ha servito tra le tante portate un insolito ma esplosivo accoppiamento ostriche bagnate da lacrime di whisky Laphroaig y10.

Continuando nel nostro racconto, è necessario dedicare spazio a quella che è stata l’ossatura a livello organizzativo del RBS, ossia le varie aree tematiche. Ci preme nello specifico citare quelle dedicate al gin, alla cultura degli “spiriti” messicani, e a tasting e master class. Per quanto riguarda la prima delle tre aree, quella dedicata al gin è stata curata ed organizzata con l’aiuto di ilGin.it, il maggiore portale web con oggetto il distillato di ginepro, e ha visto un esclusivo Gin lounge bar servire cocktail preparati con diversi brand di gin presenti allo show. L’area del Mexico Village è stata invece dedicata ai distillati messicani come Tequila, Mezcal, Sotol, Rum, Pox e Bacanora.

Nell’area è stato anche allestito un vero cocktail bar in stile messicano, dove è stato possibile assaggiare tanti tipi di Mezcal Los Siete Misterios per quanti sono i tipi di pianta d’agave esistenti. Venendo infine alla tasting e master class area, questa è stata un interessante esperimento all’interno del RBS: quattro stanze munite dei migliori strumenti d’avanguardia per produzione e preparazione di distillati e cocktail, dedicate ad assaggi e seminari d’approfondimento. Nei quattro spazi si sono susseguite, lungo i due giorni di show, ben 28 attività riguardanti diverse materie, con dei focus particolari su alcune delle eccellenze italiane come il Vermouth torinese Superiore Gamondi, il metodo Vecchia Romagna e la Riserva Tre Botti, o ancora l’Anice Secco Varnelli. Sempre nell’area dedicata a talk e seminari si sono potuti apprezzare gli interventi di due mostri sacri del settore: Desmond Payne e Jim Meehan. Il primo è una sorta di venerabile maestro britannico della distillazione di gin, con esperienza quarantennale tra diversi storici brand e una grande fama tra gli addetti ai lavori.

Desmond Payne al RBS

Jim Meehan, uno dei più celebri bartender al mondo, ha invece colto l’occasione del RBS per presentare l’edizione italiana del suo Manuale, un libro frutto di vent’anni di esperienza nel bartending che oltre a dare preziosi consigli ai giovani barman spiega come va curato il rapporto con il cliente e con coloro che in genere si approcciano dall’altro lato del bancone.

Jim Meehan, sulla sinistra, al RBS

Per concludere il RBS è stato un calderone ribollente di cultura, know-how e, ovviamente, distillati e cocktail. È stato un’esperienza a tutto tondo che nulla si è fatta mancare, siano essi ospiti di spessore, o eventi di richiamo come l’arrivo de “La Classica 2019” la gara ciclistica organizzata da Martini Racing.

L’evento è stato un’occasione per imparare e diffondere un certo tipo di cultura, tramite la RBS academy e tramite i grandi esperti del settore intervenuti. È stato, insomma, il manifesto di un nuovo modo di vedere il business ed il mondo del beveraging, un mondo che unisce varie culture e le cui strade si sono finalmente e indissolubilmente incrociate con quelle di Roma e dell’Italia.

Matteo Mastromarino

 

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