L’agricoltura sociale: ricostruire il futuro

 

La Confederazione Generale dell’Agricoltura Italiana e l’ONLUS Senior, insieme a Intesa Sanpaolo, hanno promosso a ottobre il bando “Coltiviamo agricoltura sociale”.

È scaduto lo scorso 15 ottobre il bando indetto da Confagricoltura per promuovere e valorizzare i progetti di piccole aziende o cooperative, rivolgendo un focus particolare ai gruppi svantaggiati, supportando la solidarietà tra generazioni e includendo le zone rurali. L’agricoltura sociale rappresenta infatti, secondo le parole del ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, uno strumento di riabilitazione e inclusione sociale, oltre che un’opportunità di crescita economica e sviluppo. È dunque un’occasione per le comunità delle aree rurali o sub-urbane a rischio di degrado di rendersi partecipi in prima persona della protezione sociale.

 

I VALORI DELL’ AGRICOLTURA SOCIALE

La logica dietro al bando è quella di credere nel valore dell’individuo, senza alcuna forma di discriminazione, né del singolo, né delle famiglie o delle piccole comunità bisognose di supporto. L’idea di base è quella di sviluppare il valore della resilienza all’interno di una comunità in difficoltà, attraverso la promozione di specifici modelli di intervento, che siano efficienti sia dal punto di vista socioeducativo, sia in termini di sostenibilità ambientale. Nello specifico, l’obiettivo dell’agricoltura sociale è quello di generare dei cambiamenti nel tessuto produttivo delle aziende agricole coinvolte nei progetti, riprogettando le procedure, le strategie, i sistemi di gestione e le modalità comunicative in un’ottica di innovazione e di tutela del territorio, per soddisfare le esigenze della comunità.

IN COSA CONSISTE IL BANDO?

Sono stati indetti tre premi, ognuno del valore di 40 mila euro (l’importo è a fondo perduto), e tre borse di studio per il “Master di Agricoltura Sociale” presso l’Università di Rom Tor Vergata. Di questi tre premi uno sarà riservato esclusivamente alle zone terremotate: questa è la novità di quest’anno inserita in una apposita sezione del bando chiamata “Coltiviamo agricoltura sociale… per ricostruire”. Le proposte, da realizzare entro il 31 ottobre del 2018, devono riguardare il potenziamento e lo sviluppo o la creazione di servizi socio assistenziali ed educativi concernenti differenti ambiti sociali come ad esempio l’inclusione di persone con disabilità, ma anche l’educazione ambientale, alimentare e la salvaguardia della biodiversità. I progetti presentati verranno sottoposti a una selezione: una volta inseriti sulla piattaforma on line del sito www.coltiviamoagricolturasociale.it  il pubblico avrà la possibilità di votarli. I trenta progetti più graditi verranno poi giudicati da una commissione ad hoc di esperti che decreterà i tre vincitori.

 

GLI OBIETTIVI

Le finalità di questa iniziativa sono quelle di comprendere e capitalizzare i bisogni e le risorse della comunità, integrandole e coordinandole in modo da risultare più efficienti e sostenibili e consentendo l’adozione di modelli di welfare che integrino i diversi attori del settore agricolo nel risolvere le criticità e gestire le necessità della comunità. Questo è il motivo per cui si è dato ampio spazio alle popolazioni terremotate: in questo modo gli individui potrebbero, ad esempio, ritrovare un’occupazione, ma anche riqualificare il territorio. Detto con le parole di Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, sostenere l’agricoltura sociale significa infatti “favorire e accompagnare lo sviluppo di attività imprenditoriali in grado di coniugare la sostenibilità con l’innovazione”.

 

Arianna Nouri

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Foto da: http://www.coltiviamoagricolturasociale.it/

http://www.confagricoltura.it/ita/

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