Les Sculptures Utilitaires. Pierre Cardin: lo scultore della moda

Pierre Cardin, il couturier di origine italiana. Il futuro il suo obiettivo. La scultura come passione.

Queste sono le tre caratteristiche che delineano la personalità geniale e creativa dello scultore della moda: Pierre Cardin. Colui che con le sue creazioni ha conquistato premi, riconoscimenti e onorificenze; colui che è stato criticato per aver portato il prêt-à-porter nei grandi magazzini, ed è per questo, a mio avviso, un vero futurista, in quanto non è stato proprio lui ad iniziare l’era del ready to wear?!?

Qualche giorno fa in occasione del Salone del Mobile è stata presentata l’ultima retrospettiva di Pierre Cardin, Les Sculptures Utilitaires, nella Galleria Carla Sozzani a Milano. Ventotto mobili scultura sono i pezzi storici della sua collezione messi in esposizione, più dieci abiti che fanno parte di quell’arco temporale racchiuso tra gli anni ’60 e ’70, momento di massimo splendore della sua arte. Classe 1922 e con un’energia da vendere ci trasporta nel suo mondo: “I miei mobili sono sculture. Mi piace lavorare come uno sculture, è la mia vita, la mia passione, la mia felicità e la mia gioia. La ragione del mio lavoro”.

La sua cifra stilista è da sempre stato il suo sguardo attento sul futuro, chiaramente visibile nella moda prima e nelle sue creazioni scultoree dopo. Precursore di idee e di forme geometriche nuove che attraverso le sue intuizioni fatte da curve e dai tagli simmetrici hanno dato vita a complementi di arredo e illuminazione che esprimono tutto il suo linguaggio stilistico. Veri oggetti di design che Pierre Cardin stesso definisce giocattoli. Mobili che ha trasformato in giocattoli realizzando, da vero visionario, oggetti differenti da quello che c’era in quegli anni in circolazione.

Oggetti di arredo quotidiano come lampade, armadi e cassettiere adottano caratteristiche futuristiche, nascondendo dietro la loro estetica astratta il loro scopo funzionale, ma senza abbandonare le tecniche tradizionali dell’ebanistica e della lacca. I mobili firmati Pierre Cardin sono progettati per poter essere ammirati da più prospettive come delle vere e proprie opere scultoree o come sostiene lui stesso: “Volevo dar forma a mobili come sculture da poter guardare da diverse angolazioni come i corpi che vesto“.

L’esposizione, da non perdere, è aperta al pubblico fino al 1° maggio.

Silvia Berardi

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Tutte le foto © Galleria Carla Sozzani.

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