La Tangenziale Verde: le potenzialità inespresse di un progetto dimenticato

La Tangenziale Verde è stata pensata dall’archittetto Nathalie Grenon, partner dello studio Sartogo, con l’obiettivo di creare un parco in stile newyorkese nella nostra capitale in un tratto della Tangenziale Est, che è il simbolo del traffico romano ed è stata il centro di un ambizioso progetto di riqualificazione urbana.

La rigenerazione urbana delle metropoli all’insegna della sostenibilità non è di certo una novità e, in particolare a Roma, uno dei progetti più interessanti ha riguardato l’area della Tangenziale Est per indurre la città ad avvicinarsi al modello delle smart cities. Ricalcando i progetti del Garden Bridge a Londra o della High Line di New York, lo scopo principale del progetto è quello di ridurre e fermare il degrado ambientale romano e per fare questo la Tangenziale Verde, ideata da Nathalie Grenon, ha l’obiettivo di riqualificare un tratto di due chilometri di tangenziale, per la precisione fra la stazione di Tiburtina e la Batteria Nomentana. Tale tratto dovrebbe essere dismesso a causa del forte inquinamento che provocano le centinaia di auto che lo percorrono, a fronte dell’alta densità di popolazione che si concentra nella zona, sostituendolo con un parco urbano, cioè un’area verde che dovrebbe ospitare varie attività di stampo sostenibile. Il costo stimato per la realizzazione del progetto è di circa 20 milioni di euro, sia per lo smantellamento che per la costruzione degli impianti.

Innovazione è la parola chiave: il progetto si propone di rimuovere l’asfalto rimpiazzandolo con un giardino agronomico, che possa diventare un nuovo simbolo, ossia quello dell’ecologia, del recupero e del riciclaggio per la città. Le aree preposte avrebbero infatti scopi differenti: si progetta una pista ciclabile con punti di bike sharing; uno skate park; giardini condivisi dove poter trascorrere il tempo libero; dei campi sportivi (per il tennis e il calcetto ad esempio); il giardino della biodiversità con 16 tipi di alberi da frutta, che varierebbero a seconda del tipo di stagione con tanto di auditorium e fruttaio per eventi, conferenze e attività anche a scopo didattico; il giardino dei germogli, dove poter piantare autonomamente semi per far crescere alberi e piante; infine un mercato a chilometro zero con un impianto fotovoltaico di ultima generazione, per la produzione di energia elettrica. Il parco potrebbe dunque diventare un laboratorio di sperimentazione innovativa sulla sostenibilità e sull’uso di fonti rinnovabili.

La Commissione europea potrebbe stanziare dei fondi con i progetti 2014/2020 allo studio Sartogo Architetti Associati per finanziare la Tangenziale Verde, ma ad oggi, purtroppo, la situazione è in stallo, nonostante sia anche nato il comitato “Tangenziale Verde” a supporto del progetto e sostenuto dall’associazione RES (Ricerca Educazione Scienza), non si riesce comunque a concretizzare ancora la realizzazione del progetto. Entro l’anno dovrebbero tuttavia cominciare i lavori di smantellamento del tratto stradale, ma la giunta capitolina si deve ancora pronunciare sulla possibilità effettiva di costruire un’area verde nella zona, realizzando il tanto atteso sogno ecologico della città.

Arianna Nouri

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Video La Verde Bellezza in Tangenziale Est dal canale YouTube di Sartogo Architetti.

Immagine della copertina – screenshot del video La Verde Bellezza in Tangenziale Est

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